Nuovo album per i bravi, giovani e finlandesi Tracedawn, (quelli che hanno visto la loro presenza a fianco di band importanti come ad esempio gli Stratovarius nel 2009), secondo me meritevoli di ricevere attenzione per questo album. La band fondata nel 2005 da Jaskari dopo l’abbandono da parte di Lappalainen per motivi personali, che ha visto la difficile ricerca del nuovo cantante sostituto Kalliojärvi degli Amoral, ha continuato anzi, lanciato il loro nuovo lavoro che vede come formazione Tuomas Yli-Jaskari per chitarra e parte vocale,che ha prodotto e registrato il disco, Perttu Kurttila alla batteria, Vili Itäpelto alle tastiere Pekko Heikkilä al basso e Roni Seppänen per altra chitarra e Niko Kalliojärvi come nuovo cantante.

Il lavoro è stato mixato da Udd ( Dimmu Borgir, Dark Tranquillity, Arch Enemy,) presso il famigerato studio Fredman in Svezia ed il tocco finale è passato attraverso gli Studi Finnvox in Finlandia. L’album è prettamente melodic death metal, con forte presenza di tastiere, molto melodico,molto di più rispetto al precedente, molto più speed e più aggressivo: fusione alternata ma equilibrata tra la vocalità aggressive e growl di Kalliojärvi e quella più “gentle” e pulita ma carichissima di Jaskari, come la death melodic metal in effetti prevede. Presenza di riff veloci , forti, progressivi e dinamici e contagiosi e parecchia presenza melodica. Il basso è veloce, le tastiere a tratti anche psichedeliche e a tratti sinfoniche e piccole parti di elettronica. Non vi sono grandi eterogeneità nel complesso dell’album. La voce di Kalliojärvi da una bella botta di carica all’album e di rabbia il che si compensa benissimo con la parte meno pesante di Jaskari. Non lo trovo un album troppo “commerciale”, non lo trovo orecchiabile (per fortuna), ma trovo sonorità similari agli In Flames se proprio mi devono ricordare qualcuno. A livello emotivo non mi hanno comunicato un granchè, ma ho trovato piacevole e di gran carica ascoltarli, quindi un album death la cui melodicità più calcata, a parer mio, lo rende meno impegnativo e meno pesante.
Nb: la track “Nothing and Nowhere” è particolare, soprattutto per gli stacchi di tastiera oserei dire con sonorità “fusion” (?) all’inizio per poi riattaccare con la parte più death. A primo ascolto possono sembrare distaccate tra loro, come se non legassero, ed invece l’impressione che ha dato a me sinceramente, è qualcosa di nuovo e che si adatta bene alla canzone, insomma metaforizzando un po’ ‘non è uno stipite di una porta, ma anzi è una buona maniglia che serve per aprirla’ e valorizzare ancora di più la parte metal.
Insomma un album melodic death da non escludere, discreto e fatto bene nel suo complesso.

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