Uno su cinque???
Ok, stavolta sono stato davvero spietato ma a qualcuno doveva pur capitare, e per la legge dei grandi numeri non poteva che toccare ad un prodotto della Mystic Productions, considerata l’enorme mole di materiale (in buona parte validissimo, peraltro) inviatoci negli ultimi mesi. E così gira la ruota, gira la ruota, l’onta è toccata al buon Titus Tommy Gunn, rocker di professione con un nome da wrestler.
Tommy Gunn è un simpatico guascone, uno alla Jack Black per intenderci. Da come si presenta sembra un personaggio da cabaret, oppure uno di quegli acts che suonano solo ai festivals estivi buoni per alleggerire l’atmosfera e far rifocillare il pubblico, fra un panino e l’altro. La scena, va detto, si nutre anche di questi strani personaggi. Il fatto che riesca a vantare numerose partecipazioni a supporto di bands come Deep Purple, Bruce Dickinson, Megadeth, Paradise Lost ci fa capire quanto il destino sia cinico e baro. A questo punto non mi stupirei neanche se il nostro amico fosse considerato alla stregua di un idolo, in patria.
Insomma, è bene non crearsi troppe aspettative quando ci si avvicina a prodotti come “La Peneratica Svavolya”, dieci tracce di becero rock n’roll, una miscela approssimativa di Venom, Motorhead, stoner e tutto ciò che suoni rozzo e low fi. Se Lemmy decidesse di pubblicare un disco solista, dicono le note di copertina, suonerebbe esattamente così. Aggiungo: e saremmo messi davvero male. Disco da evitare in tutti i modi e che avrei seri problemi a riciclare persino come sottobicchiere. Se proprio siete interessati a dello sferragliante rock n’roll, accattatevi il disco dei Black River ma lasciate perdere questa roba.

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