Inevitabile, ma quanto mai opportuno.
Eccolo, difatti, il secondo capitolo della raccolta di composizioni di Tommy Bolin, talentuoso chitarrista che militò nei Deep Purple dopo la dipartita del grandissimo Blackmore. Nell’arco della sua brevissima carriera, Tommy mise a segno colpi importanti soprattutto in ambito solista, tra i quali è doveroso ricordare il bellissimo “Spectrum”, realizzato in collaborazione con Billy Cobham. Morto giovanissimo per overdose di eroina, Bolin ha comunque lasciato il segno in un panorama musicale che, al tempo, lo vedeva come uno dei migliori e più promettenti esponenti delle sei corde.

La serie “Whips And Roses” nasce dall’esigenza di tributare al chitarrista inglese il giusto encomio. Dopo il primo capitolo, uscito qualche mese fa, la SPV ci propone ora il secondo, il quale contiene altri dodici brani di musica passionale ed intelligente. Anche in questo caso, si tratta per lo più di materiale inedito o ripescato in maniera fortuita da nastri ormai vetusti. Il sapore dell’opera, ovviamente, è tipicamente anni ’70, con tutti i rimandi del caso in fatto di produzione, suoni e feeling musicale. Da parte sua, Bolin non ha mai fatto mistero della propria passione per la musica tout court, andando ad esplorare territori vicini all’hard rock, alla psichedelica, al funk ed al jazz. Anche “Whips And Roses II”, come il precedente, sottolinea questo aspetto con prepotenza, risultando una raccolta ben variegata ed esaustiva dei gusti musicali del giovane chitarrista. Da sottolineare, infine, la presenza di ben tre bonus track a fine d’opera, che mostrano il lato più blues ed intimista del Tommy Bolin compositore.
Una raccolta doverosa, quindi, che ristabilisce il giusto punto di contatto tra quanti apprezzarono il giovane chitarrista sia con i Deep Purple che in fase solista. Da un altro punto di vista, un motivo in più per conoscere ed approfondire la personalità di un musicista misconosciuto e la musica di quei favolosi anni ’70.

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