Il primo lavoro dei Thy Majestie (“The Lasting Power”) era uscito in un periodo in cui ascoltavo veramente taaaaaaaaanto power, e lo avevo gradito parecchio (come del resto accadeva per la maggior parte dei dischi di quel genere usciti in quei mesi). Poi ho avuto una crisi di rigetto ed ora di power ne ascolto proprio pochino, tuttavia questo secondo lavoro degli italiani TM non mi e’ affatto dispiaciuto.
Il genere altisonante che potete leggere sopra e’ cosi’ definito dalle note che accompagnano il promo, ma in pratica ci troviamo di fronte ad un power mescolato a molti altri elementi. Sulla canonica struttura power sono infatti innestati diversi elementi prog, vari momenti folk o medioevaleggianti e soprattutti dei cori molto belli realizzati con la partecipazione di alcuni membri del coro del Teatro Massimo di Palermo. E’ da evidenziare quanto questa collaborazione (iniziata gia’ ai tempi del primo album) dia veramente dei buoni frutti. Tutti i cori del disco infatti hanno la capacita’ di creare atmosfere epiche e grandiose oppure drammatiche e solenni senza pero’ dare quella sensazione di “pacchianeria” che tanto spesso si avverte in questi casi… E’ anche necessario far notare, tuttavia, che alcuni passaggi mi hanno richiamato alla mente gruppi come i Symphony X o i Rhapsody (gruppi che tra l’altro non passano di certo molto spesso nel mio lettore cd…), ma e’ anche vero che questi piccoli momenti non mi hanno infastidito.
Dal punto di vista “lirico” il disco e’ un concept album sulla battaglia di Hastings del 1066 (durante la quale il duca di Normandia Gugliemo conquisto’ il trono d’Inghilterra, sconfiggendo il re Aroldo II, ritenuto da molti un usurpatore) e, anche se non conosco bene questa vicenda, mi sembra che l’atmosfera ricreata sia abbastanza buona.
Dalle note mi sembra di capire che il gruppo ci tenga a far notare che il disco e’ stato masterizzato ai Finnvox Studios da Mika Jussila e registrato agli Outer Sounds Studios di Roma con la produzione di Giuseppe D’Orlando ma, al di la’ di questi dati, e’ effettivamente vero che la produzione mi ha lasciato parecchio soddisfatto…
Che altro dire ? Se non vi piace il power state alla larga da questo album, poiche’ non basteranno sicuramente gli elementi sopra evidenziati a invogliarvi all’ascolto, ma se siete tra quelli che vivono con la spada in mano e che vogliono un sottofondo epico anche mentre sono sotto la doccia, allora fate vostro questo cd, e’ probabile che vi piaccia.
Ci sono poi i casi che si trovano nel mezzo e allora un ascolto preventivo e’ consigliato (potreste provare con la traccia “The sight of Thelam Hill” oppure con la bella “The scream of Taillefer”)…
Tutto sommato questo “Hastings 1066” e’ davvero un buon lavoro e ora che ne sto scrivendo la recensione mi e’ anche venuta voglia di rimetterlo su, ed era un po’ che dischi di questo tipo non mi facevano un tale effetto…

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