La mia prima intervista vede protagonista, neanche a farlo apposta, una delle mie bands preferite.
Karl Groom e il resto della band gironzolano nel backstage dello Z7 in un’atmosfera decisamente rilassata ed informale, fra chi consuma un lauto pasto e chi come Demian Wilson si dedica al jogging prima di salire on stage.
Karl è un concentrato di educazione, semplicità e schiettezza, conditi con l’immancabile humour britannico! Spero di avere contribuito, in qualche modo, alla causa di questa grandissima band! Buona lettura!

Ciao Karl, parlami di questo tour, arrivato in maniera un po’ improvvisa…
Volevamo fare qualcosa di veramente speciale rispetto al solito tour; non avendo un vero e proprio album da promuovere abbiamo concepito uno show in cui riproporre vario materiale, pezzi che non suonavamo da tempo o che addirittura non abbiamo mai proposto in sede live, oltre a materiale completamente differente, tracce più lunghe e complesse, difficili persino da ricordare per noi nella loro complessità! Inoltre volevamo ricondurre la band ad una dimensione più ristretta, con uno spettacolo proprio in cui poter sviluppare la componente visuale, in locali più piccoli rispetto al Dead Reckoning Tour, dove abbiamo suonato in contesti molto ampi ma in cui spesso non avevamo il controllo della cosa.
Infine non volevamo che i fans si lamentassero del fatto che fossimo in tour con altre bands che non avevano alcun interesse a vedere. Abbiamo portato i Serenity in quanto compatibili con il nostro stile, abbiamo le stesse caratteristiche. Se avessimo portato una band dallo stile diverso dal nostro molti fan si sarebbero lamentati a causa della loro diversità. Così invece è interessante perchè proponiamo una sorta di “pacchetto” di bands distinte ma perfettamente compatibili.

L’idea del tour non è quindi legata alla pubblicazione del nuovo box set “Paragon”…
Non esattamente. Da “Paragon” abbiamo estratto giusto un paio di canzoni; volevamo suonare materiale differente, canzoni piu’ complesse, cambiare completamente il set, dare un ruolo di rilievo alle bands di supporto del nostro “pacchetto”.

Qual è stata la risposta del pubblico fino ad ora?
Piuttosto buona, le prime due serate sono state fantastiche. La prima sera abbiamo avuto qualche problema tecnico durante i bis…fra un pezzo e l’altro sono trascorsi circa dieci minuti, una situazione abbastanza strana! Al di là di questo, tutte e tre le bands hanno avuto un buon responso di pubblico e hanno fornito ottime performances.

E degli altri gruppi che mi dici? Li conosci?
I Serenity mi sono stati segnalati da un amico, un musicista che suona in un’altra band austriaca (Gli Edenbridge, ndr). Per quanto riguarda gli Spheric Universe Experience invece li abbiamo contattati direttamente…hanno un set di trenta minuti credo e non si sono ancora lamentati (risate). Mi sembrano in gamba.

Avete gia’ pianificato le vostre attività per il 2010?
Dobbiamo pubblicare un nuovo album, che per noi è sempre un grosso impegno: occorreranno circa tre mesi per scrivere i pezzi e almeno altri tre per registrare. Passerà ancora un po’ di tempo prima che veda la luce.

Siete soliti comporre i brani prima di entrare in studio o essi prendono forma in studio?
Passiamo circa tre mesi a comporre, sempre prima di entrare in studio, cui segue un lungo processo di lavorazione. Non credo che ci saranno cambiamenti significativi nello stile delle composizioni e non credo neanche che riprenderemo le idee scartate dagli album precedenti: dopotutto se non andavano bene per quelli, non vedo perchè dovrebbero andare bene per il prossimo!

La domanda può sembrare scontata ma…possiamo considerare Damian Wilson a tutti gli effetti come il nuovo cantante dei Threshold?
E’ stato in giro per un po’ di tempo, ma è come se non se ne fosse mai andato; siamo sempre rimasti in contatto e dopotutto ha sfruttato le buone opportunità che gli si sono presentate, progetti acustici, musica pop e altro ancora, progetti che ha sviluppato e che ha molto a cuore. Oggi come oggi non possiamo dire “starà con noi cinque anni”, o cose simili…posso comunque dirti che non abbiamo voluto fare un annuncio ufficiale per non mettere troppa pressione su di lui.

Siete coinvolti anche voi come band nel progetto della Christmas Metal Simphony?
No, riguarda solo Damian, lui è molto amico del tastierista degli After Forever ideatore del progetto. Suoneranno poco prima di Natale, se non erro.

Mi sembra che in Olanda abbiate un seguito più numeroso che altrove…
Sì, con i Threshold suoniamo abbastanza spesso, in questo tour solo una volta, ma assieme al Belgio è una delle nostre mete preferite. Dopotutto è piuttosto vicina (risate)!

Sarebbe fantastico vedervi più spesso in Italia.. che ricordi hai del vostro primo concerto italiano nel 1999 con i Pain Of Salvation?
Oh sì. Un posto strano…come si chiamava?

Biella!
Oh, ricordo, era in mezzo alle campagne….piuttosto insolito! (risate)

L’anno scorso avete suonato Rockin’ Field…ricordo che ero molto emozionato all’idea di vedervi per la prima volta…
Oh sì, ricordo l’acquazzone durante l’esibizione degli Epica, stavo cenando mentre mi sento chiamare: “vieni via da lì, è pericoloso!” Tutti scapparono e non rimase più nessuno! Davvero troppa pioggia, anche se molto d’atmosfera per gli Epica…avete tutti gli anni questo festival?

No, ad oggi è stata l’unica edizione; è stata una sorta di esperimento, portare nomi diversi dai soliti noti…conosci qualche band italiana?
Conosco il cantante dei Powerquest (Alessio Garavello,ormai ex, NDR) che vive a Londra… per il resto, tutto ciò che sono riuscito a sentire dall’Italia sono solo bands di old fashioned power metal! (risate)

(Gli parlo della nostra tradizione di rock progressivo italiano, gli cito la PFM mentre mi ascolta incuriosito, facendomi domande precise circa la provenienza della band, e se sono ancora famosi e rimane stupito del fatto che un paese come l’Italia potesse vantare una simile tradizione anche fuori dai confini).

Da dove nasce il vostro sound così ricco di influenze, ma al tempo stesso così granitico e metallico…
Inizalmente quando io e Nick (Midson, ha lasciato la band nel 2007 ndr) abbiamo fondato la band volevamo semplicemente suonare metal sullo stile dei Metallica; poi Jon (Jeary, ex bassista ndr) si unì al gruppo ed era molto affascinato da bands come Yes, Genesis…sopratutto i Rush, fu lui ad introdurmi in quel mondo, io non ero molto dentro questa roba e i Genesis non mi piacevano più di tanto ma mi colpì il fatto che la struttura dei pezzi non avesse limitazioni, queste bands avevano un’attitudine ”completely open minded”, la musica andava dove doveva andare…gradualmente abbiamo incorporato gli elementi che caratterizzavano queste bands, la cura negli arrangiamenti e quant’altro ma io non avevo mai sentito i Genesis prima di allora! Non c’era niente di simile nel mio background, né in quello iniziale della band, avevamo un’ attitudine “more pure and organic” ma era esattamente questo il tipo di sound che volevamo, qualcosa che stesse a metà strada, un ottimo modo per tenere la band unita.
Questo secondo me è il motivo per cui suoniamo diversi dalle altre prog metal bands. Suoniamo un po’ come le bands americane, per noi la canzone è molto più importante della tecnica e siamo molto più interessati a sviluppare una melodia “catchy”piuttosto che a focalizzarci sulla complessità degli arrangiamenti, questo è il punto.

Per il futuro pensi che vi orienterete ancora su uno stile diretto come in “Dead Reckoning” o verso qualcosa di maggiormente ricercato?
Ogni volta che inizio a comporre musica per un nuovo album non mi pongo come obiettivo quello di comporre qualcosa di radicalmente differente, il resto della band rimarrebbe spiazzato. Penso sia una buona cosa quella di inserire sempre qualcosa di differente ma che al tempo stesso richiami lo stile della band. Cercheremo di sviluppare qualcosa di nostro, di certo non inserirò riferimenti al sound di qualcun’altro. Molte prog bands si rifanno ai Genesis, o allo stile americano dei primi Queensryche…la nostra idea di progressive è semplicemente quella di assemblare le varie idee in totale libertà. Vedremo cosa succederà, di certo non ci poniamo alcuna limitazione.

Vuoi dire qualcosa ai lettori di HM.it?
Penso che passeremo buona parte del nostro tempo ad organizzare concerti in Italia, Grecia e Spagna! (ride) A parte gli scherzi, suoniamo frequentemente in posti come Germania e Olanda ma è naturale che ci piacerebbe molto suonare ancora in Italia e se capiterà l’occasione di suonare dalle vostre parti, state certi che non ce la faremo scappare! Grazie di tutto!

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