Con i Therion non si sa mai come andrà a finire. Christofer Johnsson, chitarrista e guro della band, non è uno che ama seguire trend o schemi preimpostati. Questo disco, in effetti, è molto particolare, tanto che il colosso Nuclear Blast ha preferito non essere della partita, lasciando che Johnsson si producesse in tutto e per tutto l’album da solo (pare sborsando di tasca propria una cifretta non da poco, giusto sti 75 mila euro!).
“Les Fleurs Du Mal” è un disco che ripropone brani di musica popolare francese dei ’60-’70. Pur ammettendo candidamente di non conoscere nessuno dei brani in questione, credo che sia riduttivo parlare di disco di cover. Questo è, a tutti gli effetti, un disco dei Therion, in cui Christofer Johnsson ci mostra una delle tante facce della sua creatura.
Probabilmente anche a causa della natura originaria dei pezzi, il disco presenta in sé diversi umori e stili. Si passa da atmosfere malinconiche e romantiche, a motivi decisamente più allegri, senza dimenticare il mood gotico-orchestrale tipico dei Therion.
Questa eterogeneità di stili e umori potrebbero in qualche modo non rendere semplice l’ascolto, ma come detto i Therion riescono a far proprie anche queste “canzonette” raggiungendo, a tratti, ottimi risultati. L’orchestra, i cantanti lirici e le chitarre metal rimangono comunque quasi sempre presenti nelle composizioni di “Le Fleurs Du Mal”.
Personalmente, di questo disco, ho preferito i brani dal gusto più oscuro e romantico come, ad esempio, la sofferta J’ai Le Mal De Toi, in cui possiamo apprezzare la formidabile prova di Thomas Vikström alla voce, cantante dotato di una potenza e di una espressività fuori dal comune.
A mio parere l’ascolto dell’intero album è davvero piacevole e mi sento di premiare la scelta coraggiosa (per non dire azzardata) di Johnsson. D’altro canto “Les Fleurs Du Mal” non è un disco che consiglierei indistintamente a tutti, vista la particolare musica proposta (il cantato in francese, alcuni brani forse troppo “allegri”, che si discostano dalle usuali produzioni della band) che potrebbe risultare indigesta a più di una persona. E’ suggerito quindi un ascolto preventivo.

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