Rock N Roll Arena, Romagnano Sesia (NO) – 17 Dicembre 2013

In (dito) medio stat virtus. Ebbasta con toni impostati e le solite cose di rito! Io a Romagnano ci sono andata per vedere i Sound Storm, ohibò. In giro per l’Europa da più di due settimane, la band torinese, dedita a quello che loro stessi hanno battezzato come Theatrical Metal,  tornano in Italia per l’unica data prevista nel nostro paese, alla Rock N Roll Arena, che riconferma la propria presenza nel gotha dei migliori locali del momento per quanto riguarda i live  proposti. Arrivo con Bio, Fede e Savina, tutti belli carichi grazie al panino della Paola, prosciutto cotto e formaggino di Nonno Nanni. Attendo l’apertura delle porte, un po’ di consueta cagnara nel mentre, e purtroppo, alle 19,30 spaccate, pur essendo ancora in coda, sento provenire dalla sala il ben noto e sontuosissimo intro. Penso, tra me e me, “staranno facendo le ultime prove”. E invece no! Attacca subito Back To Life. Mi guardo alle spalle, e c’è un botto di gente, che come me, è in attesa di entrare…  Questa non vuole essere assolutamente una critica, sia chiaro. Anche perché, mi conoscete bene, se ho qualcosa da dire, inizio ad inveire senza mezzi termini, procurandomi minacce telefoniche, intimidazioni, querele… :-P Capisco la necessità di attenersi ad una tabella di marcia, fatta di orari e tempistiche ben scandite e calcolate… però concettualmente, è già abbastanza raro vedere band nostrane tourare in giro a questi livelli, e quando approdano in Italia, non è un peccato perdersele così? Apro e chiudo qui la parentesi. [Epizumia]

SOUND STORM
Seguo questa band da qualche anno ormai, ed è un autentico piacere rilevarne la crescita, sia a livello musicale che a livello di performance. Nonché la versatilità: in line-up, in occasione di questo tour, spicca la presenza di Mr. Folchitto degli Stormlord che sostituisce temporaneamente Sadwise, e di Miss Stefanoni, cantante e pifferaia maggica degli Evenoire, che per l’occasione ha lasciato a casa lo strumento per vestire i panni della corista. E che corista! Anyway, dopo Back To Life, seguono Wrath Of The Storm, Blood Of Maiden, Curse Of The Moon e Promises, quest’ultima recentemente oggetto di videoclip. Dunque, tutti pezzi provenienti dal nuovo album “Immortalia”, a cui non ho esitato a dare un 5 su 5 in sede di recensione. Approfitto per chiedere alla redazione di inserire una nuova tipologia di voto, vale a dire il 6 su 5, perché dal nuovo album in arrivo mi aspetto non grandi cose, dippiù. Che altro dire, che Philippe abbia una delle voci più interessanti del momento… che Cristofoli sia un esempio da seguire per molti vanagloriosi in quanto a precisione d’esecuzione… che Folchitto sia una vera e propria forza della natura… che Max e Valerio accompagnino e cesellino con mano decisa ed elegante.. sono tutte cose che ben si sanno. Spiace solo di essermeli potuta godere per soli 4 pezzi e mezzo. E ora cedo il passo al collega Fabio Perf per quel che riguarda il resto del concerto! [Epizumia]

COMA
Mai nome fu più azzeccato! Quando ho visto le ciabatte rosa del cantante in effetti avrei voluto non svegliarmi più! Scherzi a parte, i Coma sono una band polacca con diversi album all’attivo e attualmente accasati presso la prestigiosa earMusic. Da poco i nostri utilizzano l’inglese per i loro testi. Il genere proposto è davvero inclassificabile….una sorta di alternative rock mescolato a metal, grunge, qualche influenza jazz, qualche parte acustica e mille altri sottogeneri del rock. Che ci fanno stasera in compagnia di Sound Storm, Arkona e Therion? Giusta domanda a cui però non ho risposta, se non che sostituiscono i dimissionari The Devil.
Lo show dei Coma scivola via senza sbavature ma nemmeno senza particolari sussulti. I nostri dimostrano di essere padroni dei propri strumenti proponendo i brani tratti dal loro ultimo album “Don’t Set Your Dogs On Me”, tra cui spiccano la rockeggiante title-track e la soffusa A Better Man. Oltre alle ciabatte del cantante Piotr Rogucki (sorta di Eddie Vedder in acido), menzione anche per il batterista Adam Marszałkowski, mix tra Bruce Willis e Jason Statham!
Show impeccabile ma che non lascia il segno, probabilmente perché i Coma sono per una platea diversa da quella di stasera e il tiepido responso del pubblico (applausi di circostanza) ne è la prova. [Perf]

ARKONA
Gli Arkona da studio non mi avevano convinto. Sarà per il cantato in russo (daaaa, compagno Dobrowski!), sarà perché, lo ammetto, li conoscevo poco… Beh, è proprio il caso di dire: dal vivo tutta un’altra musica!
La compagine russa ci ha assolutamente annichilito col suo pagan folk metal brutale. La cantante Masha Arkhipova è davvero una frontwoman coi controcazzi. Magari non sarà dotata di un’ugola impeccabile ma, armata di pelle di lupo, è in grado di tenere a bada il pubblico del Rock N Roll Arena, pur con il suo inglese stentato.
I nostri riescono davvero a coinvolgere tutti i presenti sia coi loro brani più battaglieri che con quelli più folk e intimi tra cui spiccano l’agguerrita Goi, Rode, Goi! e la folk Slavsia, Rus.
Masha salta, corre da una parte all’altra, incita il pubblico, suona le percussioni e non sta ferma un attimo! Bravo anche il polistrumentista Vladimir Reshetnikov che si destreggia tra flauto e cornamuse.
Il pubblico è totalmente partecipe: salta, balla, poga e (per quel che può) canta assieme alla band. C’è anche tempo per una specie di wall of death nella parte finale dello show!
Per quel che mi riguarda, concerto assolutamente positivo per gli Arkona che, a questo punto, spero di rivedere in un futuro quantomeno prossimo! Applausi meritati per i ragazzi russi. [Perf]

THERION
Che i Therion siano una band di classe fuori dal comune non devo certo dirlo io. Nel caso qualcuno non l’abbia ancora capito, il concerto di questa sera ribadisce il concetto.
I nostri non hanno ancora un nuovo album da supportare (l’ultimo è il recente “Les Fleurs Du Mal”, disco di cover di brani popolari francesi, pubblicato nel 2012) ma propongono uno show speciale idealmente diviso in tre tronconi.
La prima parte del concerto è davvero una sorpresa! I Therion decidono di suonare interamente tutto l’album “Vovin”, sicuramente uno dei dischi più amati della band. Come ci spiega lo stesso chitarrista e leader Christofer Johnsson, questo è un disco molto importante, forse a detta sua il loro migliore, che ha permesso alla band di non avere più problemi di budget (visto il successo dell’album).
Che dire? Prestazione davvero superlativa, con tutti i brani degni di menzione. In particolare mi hanno molto emozionato la proposizione della lunga e malinconica Clavicula Nox, in cui il soprano Lori Lewis ci guida suadente, con la sua divina voce, in una performance molto sentita e toccante.
Risponde nel finale l’altra cantante, Linnéa Vikström, con una prestazione da pelle d’oca in Raven Of Dispersion! Ma è davvero ottima la prova di tutto l’ensemble, con il cantante Thomas Vikström in evidenza, autentico idolo, capace di una performance sublime grazie anche alle sue movenze teatrali che donano un qualcosa in più alla sua esibizione. Grande emozione sentire tutto “Vovin” dal vivo! Pubblico in visibilio!
La seconda parte dello show riguarda invece quello che sarà il prossimo disco dei Therion: possiamo sentire in anteprima alcuni estratti da “Antichrist Superstar” (titolo provvisorio), che, come spiegato da Johnsson, sarà una rock opera liberamente ispirata al racconto “Storia dell’Anticristo” dello scrittore russo Vladimir Soloviev. E se il buon giorno di vede dal mattino, il nuovo disco si preannuncia una bomba!
Dopo una superba apertura metal-sinfonica possiamo saggiare il primo inedito End Of Dynasty, in cui spicca nuovamente Thomas Vikström, per quello che è un pezzo che unisce metal, tradizione popolare e musica sinfonica. In Who’s Your God? invece i tre cantanti fondono le loro voci per creare un tipico brano alla Therion, con atmosfere gotico-sinfoniche.
La parte che più mi ha più colpito è stata l’accoppiata Onda Toner / Sad End: una bordata metallica in cui si mette in evidenza il chitarrista Christian Vidal e il solito Thomas Vikström che interpreta alla perfezione il personaggio del concept. Finale più rilassato con uno strepitoso duetto fra Thomas Vikström e Lori Lewis. Grande performance e grande interpretazione, quasi fosse un musical!
Dopo la presentazione del nuovo album arriviamo quindi alla parte conclusiva in cui i Therion propongono i loro classici, tra cui spiccano inevitabilmente i brani di “Theli”.
Davvero gradita l’esecuzione di Asgård, brano epico dall’album “Secret of the Runes”. Ma la vera sorpresa è stata la riproposizione di Invocation Of Naamah, bordata metallica che non fa prigionieri. Ancora ottimi i tre cantanti ma davvero strepitosa la chiusura finale delle chitarre. Il pubblico esplode con l’inno To Mega Therion, con la band scatenata!
Lo show si chiude definitivamente con la dolce Lemuria. Splendido il coro col le tre voci che si fondono all’unisono.
Ancora una volta i Therion hanno proposto uno show di alta intensità sia sotto l’aspetto puramente tecnico che emotivo. Ora aspettiamo con trepidazione il nuovo album! [Perf]

Therion:

  • Thomas Vikström – voce
  • Lori Lewis – voce
  • Linnéa Vikström – voce
  • Christofer Johnsson – chitarra
  • Christian Vidal – chitarra
  • Nalle Påhlsson – basso
  • Johan Koleberg – batteria

Setlist:

    Vovin:

  • The Rise Of Sodom And Gomorrah
  • Birth Of Venus Illegitima
  • Wine Of Aluqah
  • Clavicula Nox
  • The Wild Hunt
  • Eye Of Shiva
  • Black Sun – Draconian Trilogy
  • Raven Of Dispersion
  • Rock Opera:

  • Overture
  • End Of Dynasty
  • Who’s Your God?
  • Onda Toner
  • Sad End
  • Classici:

  • Flesh Of The Gods
  • Muspelheim
  • Ginnungagap
  • Asgård
  • Invocation Of Naamah
  • To Mega Therion
  • Lemuria

photo report by Epizumia

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