C’era una volta il christian metal… me lo ricordo bene, era un gruppo di band che portavano avanti le loro idee producendo musica a volte troppo intrisa di tali posizioni, a volte invece semplicemente buone-ottime band che suonavano buona-ottima musica. Qui però ci si trova davanti a qualcosa di grande: lo dico davvero con emozione, poichè amante del mondo power quale sono da sempre devo essere sincero, era da un po’ che non terminavo una mia fatica editoriale (fatica si fa per dire, poichè ascoltare musica non lo è mai!) e mi dicevo:”caspita, che sorpresa!”. Un album lungo ma mai banale e mai ripetitivo per il trio americano:ecco cosa ci troviamo tra le mani. Otto tracce, i cui titoli ci fanno capire perchè si definiscano portabandiera del movimento sopra descritto. Non aspettatevi chissà quale innovanzione, questo no, però il loro è un sensato e calibrato mix di Helloween, Edguy, Blind Guardian e Stratovarius. Esagerato? no, non credo. Nessuno dice che siano migliori o paragonabili (in questo momento) alle suddette bands, ma il loro sound mi ha fatto venire in mente, in momenti alterni, anche nella stessa canzone, distintamente questi combo. Riff di chitarra pesanti e veloci alternati ad altri più gravi ad accrescere il pathos che le canzoni vogliono in alcuni istanti regalare (e si noti il songwriting veramente di ottimo livello), si alternano a splendide accelerazioni che dal buon Tolki prendono spunto e non solo. Cori usati come il sale in cucina (e qui i Blind Guardian vanno per forza di cosa disturbati) per un disco che farà parlare. Da segnalare i 22.26 minuti (!) della finale Mirror Of Souls, title track che merita di esserlo perchè in sè racchiude tutta l’essenza e la bravura di questa band, o l’apertura “A Tower Of Ashes”, clamoroso brano speed che prende con il suo ritmo incalzante e i cori semplici ed efficaci, o ancora Bethlem, che porta avanti un inizio acustico con chitarre a incrociarsi in un gioco che ci dona atmosfera quasi medioevale, su cui si culla la voce pulita di uno Smith che si dimostra cantante versatile e bravissimo a sprigionare le emozioni che compaiono nitide nei testi, fino a giungere al finale in cui si sovrappongono 3-4 voci e cori in uno splendido insieme musicale e orchestrale.
Note tecniche che ci fanno capire che su questo album ci hanno creduto in molti: è stato masterizzato da Mika Jussila (Nightwish, Children Of Bodom e Stratovarius) e la copertina è stata creata da Felipe Machado Franco (Iced Earth, Ayreon). Vi piace il power? Deve essere vostro. Vi piace il metal? Anche. Vi piace la buona musica e basta? Non resterete delusi lo stesso.

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