Ormai celebri, soprattutto all’estero, i Theatres Des Vampires dimostrano la passione per la musica progredendo, distaccandosi da ciò che è stato il loro passato. Mossa coraggiosa non c’è che dire, ma soprattutto sapiente. In passato hanno suonato un black metal sinfonico molto influenzato dal gothic. Oggi, proprio la componente black, è quasi del tutto scomparsa (voi però continuate a leggere!). Ma qual è l’elemento innovativo in “Nightbreed of Macabria”? Di innovativo qui non c’è nulla ma, a differenza degli altri lavori della band, qui l’uso delle orchestrazioni è accentuato… quindi trattasi di un lavoro più atmosferico, meno aggressivo.
Leggendo il volantino promozionale ci sono alcune curiosità…. importanti direi. Innanzitutto alcuni brani del disco faranno parte della colonna sonora del film “Edge Of The Darkness” (film di David Bracci, collaboratore di Dario Argento, che uscirà a settembre nelle sale). L’altra notizia è che i nostri si sono avvalsi della collaborazione di vari musicisti, creando a detta loro atmosfere molto simili a quelle presente in quella piccola chicca cinematografica che corrisponde al nome di “Nightmare Before Christmas”, del grande Tim Burton (basta guardare il bellissimo artwork).
Beh fossi in loro avrei evitato questi “scomodi” paragoni però c’è da dire che l’hanno azzeccata; insomma a detta loro queste nuove caratteristiche e “ispirazioni” hanno contribuito a fare di “Nightbreed of Macabria” un Symphonic Gothic Horror album; ci sono riusciti in pieno.
I fan più accaniti probabilmente non apprezzeranno questo “cambio” di rotta (che poi, ripeto, non è drastico confrontato ai loro ultimi lavori) ma è certamente innegabile il valore di certe composizioni. Il metal si fonde con strumenti classici, con ricche orchestrazioni e qua e la con sporadiche incursioni nell’elettronica, formando così qualcosa di molto teatrale, operistico.
Brani come l’iniziale ” A Macabre Banquet”, “Lady in Black”, “The Golden Sin” (molto bella) non fanno che confermare una certa maturità compositiva che non tutti hanno. Interessante anche la bonus track, un remix in chiave ebm della vecchia “La Danse Macabre du Vampire”, ad opera dei SixSexSix.

A tratti la noia si fa sentire intaccando un po’ la qualità complessiva dell’album perchè, non è nulla di estremamente originale e “da avere a tutti i costi”.
“Nightbreed of Macabria” è un buon disco, ma è bello considerarlo come un intermezzo a quello che sarà il nuovo sound dei Theatres Des Vampires, a quella che sarà la loro maturazione artistica.

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