“Five Shots From Underground”: Cinque domande Cinque al Top Demo di Heavy-Metal.it !

Salve ragazzi, raccontateci la vostra storia e presentate il gruppo.
Massimo: Anzitutto ciao a tutti e grazie dello spazio che ci state concedendo. Gli Scarecrow sono Carlo, Carmine, Devis, Gabriele e Massimiliano e nascono nel 2004 con l’intento di creare un death metal influenzato dalle diverse correnti musicali ascoltate dai componenti del gruppo. Il nome The scarecrow è stato scelto perché, metaforicamente, simboleggia il debole che mediante lo spaventapasseri vuole difendersi dal corvo, ovvero la società che continuamente ci opprime; società dove l’unico obbiettivo è l’omologazione della persona e dove si tende a reprimere il nostro modo di essere, citando una nostra canzone: “ring of a chain which whip us!”.
Carlo: si infatti nella nostra musica cerchiamo di esprimere tutti i nostri sentimenti, passioni, rabbia, cercando (e sperando di riuscirci) di rievocarli all’ascoltatore. In questo gruppo stiamo trovando una grande realizzazione proprio perché suoniamo con passione, ed questa che ci unisce. Si perché prima di tutto noi siamo amici e solo dopo musicisti, e questo è molto importante per chi suona e supporta la musica.

Su cosa basate principalmente i vostri pezzi e quali sono i vostri punti di riferimento ?
Gabry: I nostri punti di riferimento sono i mostri sacri del metal come i Death, gli At the gates, i Testament, gli Opeth. Ciò che cerchiamo di fare durante la composizione è di collegare momenti di rabbia intensa a momenti di riflessione, passando da riff veloci a pezzi acustici.
Massimo: Nel cd abbiamo infatti cercato di inserire pezzi orientaleggianti, inserti mediterranei, cercando di esprimere anche ciò che siamo culturalmente. Ciò che cercheremo di fare sarà legare il death metal alle nostre radici e alle correnti musicali più varie, diciamo similarmente (ma non oso assolutamente paragonarci a loro) agli Orphaned land.

Cosa non ti piace del metal in Italia e cosa cambieresti ?
Devis: beh, l’Italia è piena di gruppi validissimi, e l’underground (quello torinese per esempio) è molto variegato ma poco valorizzato. In giro si trovano moltissimi gruppi con elevate doti tecniche e compositive che non riescono a trovare un contratto o che debbono faticare anche solo per ottenere la cena ai concerti. Ciò che non ci piace è che vengano valorizzati solo i generi come il pop, generi dove la passione musicale è quasi assente e si basa tutto (almeno nella maggior parte dei casi) sull’immagine e sulle fighette in mostra.

Miglior gruppo italiano e più sopravvalutato gruppo italiano ?
Carmine: senza dubbio gli Illogicist, un gruppo che ha sfornato un cd spaventoso. Sopravvalutati, come già detto da Devis, nessuno. In italia è già un casino suonare in giro!!

Cosa ti ha dato la musica e cosa vorresti darle tu ?
A questa domanda rispondiamo tutti assieme, la musica ci ha dato soddisfazioni, emozioni indescrivibili. Vedere la gente pogare o fare headbanging ai concerti è un’emozione che solo se provi puoi descrivere! Noi alla musica vorremmo dare noi stessi, perché solo in questo modo, crediamo, si può comporre…la musica è l’espressione più profonda del nostro io e perciò è noi stessi.
Infine desideriamo salutarvi tutti, ringraziarvi e ringraziamo anche tutti coloro i quali si sono letti l’intervista: supportate il metal, credete nella musica e non smettete mai di essere ciò che siete! Come disse il grande Chuck: LET THE METAL FLOW!

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