Pubblicato nel 2007
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A distanza di pochi mesi dell’ottimo esordio “Metal will stand tall” gli svedesi The Poodles ritornano alla carica con “Sweet trade” che promette di bissare l’incredibile successo ottenuto con l’album di debutto. Forti di una produzione decisamente migliore e molto più dinamica di quella utilizzata nel precedente disco i Poodles ci riversano in faccia dodici nuovi brani di hard rock melodico dove la formula magica che sta alla base di ogni singola canzone è soltanto potenza ed allegria. Sì, perché non potrebbe essere diversamente: l’energia che i Poodles riescono a scandire attraverso ogni singola nota dei loro nuovi brani è tale da portare ad ascoltare e riascoltare, una due, tre volte, l’album in questione senza mai stufarsi.

Le canzoni nella loro brevità riescono a fare centro sin dal primo ascolto facendosi cantare immediatamente come capita con la ruffiana “Seven Seas” o ancora con la veloce “Streets of fire”. Ma “Sweet trade” non è solo un concentrato di energia e, infatti, i nostri quando decidono di rallentare l’andatura dei loro brani riescono a piazzare due ottime ballad come “We are one” e la finale “Shine” che rivelano il lato più romantico ed emozionale di questi quattro rockers svedesi. I restanti brani non sono ovviamente da meno e il livello qualitativo dell’album rimane sempre altissimo grazie alla cadenzata “Walk the line” con un refrain piuttosto martellante ed oscuro, con la “tamarra” “Thunderball” per passare ancora attraverso ottime tracce come “Band of brothers”, uno dei migliori episodi di quest’album assieme a “Heaven’s closing in” e “Kiss Goodbye” che riportano con la mente indietro agli anni ottanta per una serie di brani che sapranno conquistare il cuore di chi li ascolta e di chi ama l’hard rock melodico di stampo svedese.

In definitiva i The Poodles hanno sfornato l’ennesimo successo: la band di Jacob Samuel si dimostra ancora una volta in grande spolvero e capace di regalare ottime emozioni grazie ad un pugno di brani semplici, coinvolgenti ed efficaci. Senza cercare inutili virtuosismi o intricate partiture musicali, i nostri fanno ancora una volta centro perfetto. Da avere!

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