Album di debutto per i The Ordeal che nelle loro file si ritrovano due ex Fair Warning, Philippe Candas e Kai Reuter. Una copertina fanta-futuristica, stile mondo postnucleare, mi aveva fatto immaginare un certo metal con influenze elettroniche. Per fortuna questo mio iniziale timore è stato smentito dai fatti.
La musica che ci viene proposta è un canonicissimo Heavy Metal tutto incentrato sulle chitarre, nonostante siano presenti delle fantomatiche tastiere, presenti ad esempio in “Chained To The Dark” e che potevano benissimo venir evitate. Ad ogni modo vengono comunque utilizzati degli effetti sonori, anche se in quantità molto modesta, che conferiscono quel certo effetto futuristico che suggeriva la copertina.
Dal punto di vista compositivo non ci troviamo a niente di clamoroso. Tutto ben suonato e se vogliamo ben composto anche, e con una produzione efficace affidata all’ormai famoso Tommy Hansen.
Le canzoni sono dunque tutte piuttosto canoniche e ipersentite, ma ciò non vuol dire che l’album non sia da sentire. Troverete quindi massicci riffoni di chitarra e un cantato che in alcuni brani, come in “Face The Storm”, è simil rappato e rubacchiato ai Rage Against The Machine, anche come effetti utilizzati.
Questa è l’unica situazione di originalità, se vogliamo, ma per il resto la musica proposta non lascia granchè il segno se non nell’ottimo impatto sonoro. E mi sembra decisamente poco. Forse l’unico brano che più mi ha colpito è stato il conclusivo “Wings Of Angel” che risulta più ispirato e dinamico rispetto agli altri otto pezzi.
C’è però da ricordare che questo è un album di debutto, anche se alcuni membri hanno già militato in altri gruppi. La sufficienza riescono quindi a raggiungerla e spero in un prossimo lavoro maggiormente incisivo.

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