La musica proposta dai tedeschi The Ocean (o meglio, The Ocean Collective) è un’intensa miscela di potente Sludge, elementi più marcatamente metallici ed Hardcore, ma va detto che questo “Aeolian” è espressamente una prova alla quale il gruppo s’è voluto sottoporre: dopo aver mostrato la faccia più sinfonica ed ambient nel loro precedente “Fluxion”, con questo ultimo capitolo la band scatena l’apocalisse durante il trascorrere di tutti i 53 minuti di cui l’album è composto.
Voci laceranti (si, al plurale: ben sei! Tra le quali quelle di Tomas Hallbom dei Breach, Nate Newton dei Converge/Old Man Gloom e dell’ex leader dei Coalesce Sean Ingram) tartassano incessantemente i timpani dell’ascoltatore lasciandolo però cosciente quanto basta per devastarlo con ritmiche macchinose e circolari, tempi dispari e spezzati e bordate elettriche dal potere ipnotico.

Pochissimi gli intervalli ad interrompere la pesantezza dell’album, ma episodi come “Queen of the Food-Chain” ed “Inertia” mostrano la poliedrica essenza del combo tedesco: tracce che sin dai primi attimi di ascolto si direbbero degli schiacciasassi lanciati giù da un burrone a velocità folle riescono in pochi attimi ad acquistare un fascino ed una profondità che, soprattutto ultimamente, è rara da trovare. Dopo pochi istanti di ascolto ci si ritrova immersi in un viaggio introspettivo dalla sempre crescente suspance che esplode improvvisamente come una bomba ad orologeria che aspetta il momento più adatto per fare il suo dovere…e che dovere.

Certamente “Aeolian” è un album perfetto per nichilisti ed autolesionisti, come lo è per coloro che credono che la vere nevrosi soniche possano solo essere frutto di bands quali Meshuggah o Neurosis…non è innegabile infatti che lo spettro della presenza dei sopraccitati colleghi sia presente nei solchi delle radici musicali dei The Ocean.

Un degno capitolo discografico che va a chiudere un (a parer mio) degno anno di musica pesante.
Meritevole di ascolto.

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