Con questo “Terra Incognito” ritornano i The Great Deceiver di Tomas Lindberg, ed ancora una volta non c’e’ da rimanere delusi… se infatti il precedente “A Venom Well Designed” era gia’ un gran disco, questo e’ ancora meglio!
La creatura musicale di questi ragazzi e’ infatti sempre piu’ bastarda, sempre piu’ meticcia: non e’ hardcore quello che c’e’ tra questi solchi, non e’ death metal, non e’ elettronica… e’ tutto questo ed e’ anche altro! I The Great Deceiver innestano su una base hardcore tanta di quella roba che e’ impossibile parlare anche di sperimentazione, questa e’ semplicemente una creatura deviata che affianca a chitarre e batteria tipicamente “core” delle contaminazioni elettroniche sporche e malate, delle atmosfere dark prese direttamente dalla wave ottantiana (e parlo proprio di dark, ci sono dei momenti in cui si sentono benissimo le influenze, tra l’altro dichiarate esplicitamente, di quel genere), delle interpretazioni vocali che dire estreme e’ poco… Eppure il tutto suona totalmente vero, sincero, viscerale.

L’attacco e’ subito una mazzata in pieno stomaco, quando Tompa latra “go” gia’ si e’ irrimediabilmente persi nelle pieghe di questo disco! Il resto di “Today” e’ un micidiale assalto sonico che vi infettera’ e non vi lascera’ piu’ soli, rabbiosa ma melodica, questa canzone e’ una scheggia impazzita che si vuole conficcare nella mente dell’ascoltatore… La successiva “We – The Dead” e’ ancora piu’ cattiva e pesante, sopra un riff che puo’ far pensare ai Deftones si staglia una composizione tipicamente alla The Great Deceiver.
“Lake of Sulphur” si apre con dell’effettistica, ma il pezzo e’ una dichiarazione di intenti da fare spavento, uno strano animale mutante che cambia pelle continuamente ed alterna rabbia ed atmosfera, melodia e furia, elettronica e chitarre! “From Bereavement to Resignation” e’ invece piu’ tipicamente hardcore, un pezzo che non disdegna di mostrare di avere le radici in questo genere, una corsa adrenalinica guidata ancora una volta dalla voce malata di Tompa.
Con “Marathon Man” i tempi si rallentano leggermente, e ancora una volta si cerca di alternare alle sfuriate un’atmosfericita’ molto oscura, e il risultato non lascia a desiderare. “The Heel On The Throat Of The Young” e’ una vera sorpresa, spezza il percorso gia’ frammentario intrapreso finora, immaginatevi di sentire cio’ che fanno i Pain in versione molto piu’ malata… un pezzo melodico e fortemente elettronico, catchy e seducente, ma morboso fin nel midollo, un brano che ha le carte in regola per sbancare tra gli appassionati di tanti generi musicali diversi… “Faust in exile” e’ poi probabilmente il miglior pezzo dell’album, energica composizione sorretta dall’interpretazione vocale di Tomas che si staglia sulle chitarre, ora roboanti ora acide, e sulla batteria secca e ripetuta, spesso ascoltando questo pezzo si sente aleggiare il fantasma dei vecchi Fields of the nephilim, un pezzo veramente da paura!!
“Forward/Willing/Sickness” ancora si nutre di arpeggi e atmosfere sulfuree sulle quali poi si stagliano alcuni tra i piu’ tremendi latrati prodotti da Tompa in tutto il disco… “Conspiracy Theorist” invece puo’ fare pensare ad una versione core di certe cose dei Katatonia, rendo l’idea? Non dico altro…
Chiude infine il disco “Worm Of Truth”, altra composizione alienante e straniante, dove l’elettronica e certa effettistica richiamano influenze dark decisamente intriganti e conturbanti.

Che altro posso dire per convincervi? La produzione e’ perfetta, non c’e’ un pezzo sbagliato, il disco e’ sperimentale eppure incredibilmente riuscito… Uno dei dischi dell’anno probabilmente e’ gia’ uscito, e se non vi piace… beh, poi non ditemi che la musica estrema non produce piu’ nulla di interessante, se una volta tanto che una band sforna lavori tutti degni di nota non viene considerata come meriterebbe… Grandi The Great Deceiver!

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