Dopo l’uscita del nuovo album dei The Flower Kings, “Adam & Eve”, abbiamo avuto il piacere di fare una chiaccherata con il simpaticissimo Roine Stolt che ci ha rivelato delle cose interessanti sui suoi progetti futuri. Non vogliamo anticiparvi niente, quindi scopriteli leggendo l’intervista.

Innanzi tutto, complimenti per il nuovo entusiasmante “Adam & Eve”: uno delle migliori uscite dei The Flower kings e uno dei migliori album del 2004, secondo me!
Grazie. Siamo molto contenti dei responsi ottenuti. Qualcuno ha bisogno di tempo per apprezzarlo ma alla fine gli piace. “Adam & Eve” è un album corposo e che fluisce lentamente. E’ un album che necissita di svariati ascolti per essere appreso per via dei milioni di piccoli dettagli da trovare.

Uno dei cambiamenti che ho notato in quest’album è il minor uso di parti jazz specialmente nelle parti di chitarra). E’ questo il nuovo sound dei The Flower Kings?
Bè, è ciò che è. Cioè, questo è quello che vogliamo suonare ORA. E’ giunto il tempo di concentrarci su degli arrangiamenti compatti e sulle melodie.
Ci vogliamo concentrare sul lato del rock sinfonico dei the Flower kings e sappiamo di saperlo fare molto bene.
Le parti jazz e fusion vedranno, probabilmente, la luce in altre forme in futuro, come progetti paralleli.
Dal vivo probabilmente compatteremo ancora un po’. Troviamo che l’improvvisazione sia molto importante in uno spettacolo dal vivo per renderlo più fresco e l’ascoltare sarà impegnato a seguirci nell’evoluzione dello spettacolo.

Un’altra importante novità di quest’album è Daniel Gildenlow dei Pain Of Salvation!
I vostri fan sanno che collaborate già con lui dal vivo, ma come è stato registrare un album con lui? Si può considerare un membro ufficiale della band?

Daniel è un membro dei The Flower Kings ora, ma ricorda che i Pain Of Salvation sono per lui la sua band “numero uno ” (detto in italianio NdR.)
In studio con nopi ha contribuito solo cantando, ma dal vivo partecipa suonando le percussioni, le chitarre, ma anche le tastiere.
Sarà in tour con noi e se tutto andrà bene continuerà a registrareancora un bel po’ di dischi.

Le sessioni di registrazione di quest’album sono state differenti rispetto alle precedenti?
Si esatto. Per questo disco ho provato a fare le cose in maniere differente: ho preso una vecchia chitarra acustica e una memoria tascabile MP3 e ho iniziato a registrare qualsiasi cosa venisse fuori dalla mia testa. Volevo fare le cose in modo molto semplice e tenendomi alla lontana dalla maggior parte delle nuove tecnologie, come registrazioni con hard disk e sequencer, almeno in fase iniziale. Ho lavorato meglio di come potessi immaginare così ho ottenuto un ALTO numero di nuove canzoni e di idee. Alcune di queste le puoi trovare su “Adam & Eve” e il resto vedrà la luce probabilmente un giorno in un album solista, tra non molto tempo.

Dimmi cinque cose che avresti cambiato nella storia dei The Flower Kings.
Oh, non potrei dirle tutte. Come posso? Ci provo.
Avremmo creato il gruppo molto presto. Avremmo suonato molto dal vivo nel primo periodo, persino in Africa. Avremmo dovuto svaligiare una banca, o diventare amici di un miliardario per i primi concerti, cosicchè avremmo potuto realizzare uno splendido spettacolo di luci in modo da far impallidire le altre band di prog rock. Avremmo potuto trovare un manager famoso 10 anni fa ed essere probabilmente ricchi e famosi ora. Avremmo potuto scrivere e suonare canzoni che opiacessero anche alle ragazze.

Verrete in Italia per suonare un paio di spettacoli e mostrarci cosa significa suonare Progressive Rock questo autunno/inverno?
Certamente!!! Suoneremo una data al Kubo a Torino il 7 Ottobre. Sarà uno spettacolo grandioso con una setlist tutta nuova. Suoneremo la maggior parte dell’album più alcune canzoni che non abbiamo mai suonato prima e può darsi anche “The Truth”. Inoltre stiamo lavorando sulla progettazione dello spettacolo di luci.

Per quanto riguarda i transatlantic: il progetto è concluso o ci sono sorprese?
Sembrerebbe al momento congelato. Penso che molti membri del gruppo vogliano continuare. Suppongo che sia troppo per Neal Morse al momento e non vorremmo registrare un altro disco senza di lui. Per quanto mi riguarda sarei interessato in un terzo album. Penso ci sia ancora una grande creatività dietro che è MOLTO apprezzata dai fan, sia dal vivo che su CD e DVD.

E cosa mi dici del progetto The Tangent? Ci possiamo aspettare un altro nuovo grande album come “The music that died alone”?
Sì, uscirà il 4 di Ottobre ed è molto meglio del primo album. Molto più dinamico e maturo, meglio prodotto, ecc. E faremo un breve tour di supporto a Novembre, anche se sfortunatamente non passeremo in Italia. Il gruppo è stato invitato a suonare in America il prossimo anno, ma per me non sarà probabilmente possibile parteciparvi perché ho troppi altri impegni e inizio a lavorare sul mio album solista che spero veda la luce. Sarà un album orientato molto sulle chitarre.

Ok Roine, il tempo a nostra disposizione è terminato. Ti ringrazio per la deliziosa chiaccherata. A presto, ciao.
Grazie a voi! Ciao.

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