Ed eccomi qua a svolgere la mia prima intervista, in questo caso con i The Denial, band che con il demo di esordio “The rebirth of fear” ha suscitato buona impressione e che porrà la stessa all’attenzione di tutti gli amanti del metal estremo italiano.

Salve ragazzi, raccontateci la vostra storia e presentate il gruppo.
Ciao a Tutti. La band nasce nel maggio del 2001 da un’idea di cinque amici appassionati di metal estremo. Come per molte altre bands, alll’inizio, abbiamo dedicato molto spazio alle covers di band che in un modo o nell’altro potessero influenzarci, e nel frattempo abbiamo iniziato anche a comporre dei nostri brani arrivando a 7 a metà del 2004. Fin da subito abbiamo suonato molto dal vivo, e questo, penso che continueremo a farlo. Abbiamo aperto un concerto dei Novembre a Matera davanti a 400 persone ed è stata una sensazione allucinante, abbiamo suonato con i Natrino, con i cechi Pandemia, con i Coram Lethe, con gli Handful of Hate, con gli Infernatl Poetru, e fatto un’altra decida di concerti ovunque ci veniva richiesto. Penso che questo ci sia molto servito, specie per donare più impatto alle nostre composizioni.
Verso Settembre 2004 ci siamo separati per incompatibilità personali dal nostro vecchio batterista Antonio che è stato prontamente sostituito da Michele. Nemmeno 4 mesi dopo ci siamo ritrovati ai Mediterraneo Studio per registrare 5 dei 7 pezzi che avevamo, e questo in solo 4 giorni mixaggio incluso. A questo punto è nato “The Rebirth of Fear”. Al momento stiamo componendo i nuovi pezzi.

Su cosa basate principalmente i vostri pezzi e quali sono i vostri punti di riferimento ?
Forse questo bisognerebbe chiederlo al chitarrista Giuseppe Simone che è colui che scrive i riffs di solito, ma penso che l’ispirazione sia venuta durante gli anni. Calcola che la nostra età va da 25 a 27 anni (a parte il batterista Michele che ne ha 20), quindi questo significa avere sulle spalle una decina d’anni di metal, bè, diciamo che il genere lo conosciamo abbastanza bene. Anche le recensioni che finora abbiamo ricevuto ci danno ragione, essendo tutte più che positive.
Per quanto mi riguarda essendo colui che scrive i testi, basta guardarsi intorno per scoprire il marciume che c’è, senza andare a cercare l’ispirazione in qualche libro di magia nera o chissà dove.
Punti di riferimento se dovessi nominare dei gruppi: Death, At The Gates, Morbid Angel, Slayer, Kreator, The Haunted, ma a parte questo cercheremo di essere sempre più personali possibile.

Cosa non ti piace del metal in Italia e cosa cambieresti ?
Cosa non mi piace? Forse dovrei dirti cosa salverei… Guarda, questa non è la solita lamentela, ma da queste parti per quanto mi riguarda la situazione è davvero disastrosa. Certo, in confronto a qualche anno fa molte cose son cambiate, già il fatto che molti gruppi si assestano su buoni livelli… Ma questo non può bastare. Suonare da queste parti è davvero difficile, non parliamo poi dell’affluenza ai concerti. Al nord e nelle grandi citta la situazione mi sembra già migliore, essendoci molti più locali e collaborazione fra le bands.

Miglior gruppo italiano e più sopravvalutato gruppo italiano ?
Death SS e Necrodeath per essere stati la storia del metal italiano e per essersi sempre mantenuti su alti livelli. Altre bands ce ne sono: Novembre, Aborym, Extrema, ecc. Ma su due bands italiane scomemtterei davvero anche per questione di gusti. Loro sono gli Infernal Poetry e i Coram LEthe.
Sfido chiunque a trovare delle bands con tanta passione e grinta sul p alco, te lo dico perchè oltre ad ad averli visti più volte entrambi abbiamo aperto anche per dei loro concerti, oltre a questo sono assolutamente mostruosi su disco ma purtroppo loro fanno death metal ed in Italia se nonsuoni Gothic o Power non vai da nessuna parte.
Bands sopravvalutate ? Tutta la Scena Power.

Cosa ti ha dato la musica e cosa vorresti darle tu ?
Credo innanzitutto tanto divertimento, poi ciò che vien dopo ben venga… Certamente se non avessi suonato Death metal non sarei nemmeno a fare strage di innocenti per strada come qualcuno vuol far credere. Alla fine la musica in questo momento mi sembra una sorta di appagamento.

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