Circa un anno fa, i The Crown, ci hanno regalato uno dei loro capitoli più brutali (“Crowned In terror”). Oggi sono tornati, incazzati più che mai (ma in modo diverso) e privi di sua maestà Tomas Lindberg. “Possessed 13” sta quasi a festeggiare una lunga carriera (appunto 13 anni) costellata sempre da ottimi prodotti, grazie ai quali i nostri sono diventati una cult band per gli appassionati.
Parlavo della brutalità del vecchio capitolo, davvero pesantissimo rispetto alla loro proposta abitudinale…. beh oggi quest’attitudine ha lasciato spazio ad un sound meno pesante, un sound che abbandona le tinte brutal presenti in “Crowned In Terror” per tingersi di una certa attitudine thrash old-style, sporca rozza e aggressiva.
Non abbiate paura, i The Crown restano sempre i The Crown. Il già conosciuto Johan Lindstrad non fa rimpiangere affatto Lindberg offrendo una prestazione di tutto rispetto, che ben si sposa con quetsta attitudine old-style.
I brani presenti sono veloci e brevi, alcuni presentano una certa attitudine molto vicina al rock degli eighties, come ad esempio nella fase solista di “No Tomorroew” o, se vogliamo, proprio nella produzione. Ma l’attitudine thrash è spesso spezzata da brani tipicamente death metal in pieno crown-style, sorretti da una batteria sempre impostata su tempi veloci di doppia cassa e riffing pesantissimo (come ad esempio in “Morningstar Rising”) che varia da momenti veloci e furiosi ad altri più lenti e cerebrali.
A tutta questa violenza, è bene dirlo, non manca certo il gusto per la melodia (soprattutto in fase solistica) e, momenti rilassati ed ossessivi come quelli della strumentale “Dream Bloody Hell” donano al disco un aspetto più maturo e variegato e, soprattutto, regalano un attimo di tregua all’ascoltatore. “Deliverance”, “Cold In Grave”, “Morningstar Rising”, “Are You Morbid”, “Kill Em All”, “Dawn Of Emptiness” sono delle piccole perle che rendono la qualità del disco elevata e al tempo stesso lo rendono vario.

In “possessed 13” c’è tutto ciò che potrebbe far felici gli amanti del thrash e gli amanti del death, non vi sono cali qualitativi; è un disco che spacca …. e lo fa con classe. è possibile risultare originali, orecchiabili e spaccaossa ancorandosi al passato? I The Crown ci sono riusciti, e scusate se è poco!

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