Dopo quattro anni ritornano gli italianissimi Synthphonia Suprema con un nuovo album. Questo ‘The Future Ice-Age’, a livello di sound riprende il discorso del suo predecessore, proponendo un power metal melodico ma sostenuto e con un uso massiccio di sintetizzatori ed elettronica che da sempre contraddistinguono il gruppo. Rispetto al pur discreto disco d’esordio (‘Synthphonity 001’), i Synthphonia Suprema aggiustano maggiormente il tiro, soprattutto in fase si songwriting ma anche di produzione (ad opera di Frank Andiver, ex Labyrinth) che mette in risalto il lavoro dei musicisti con un taglio decisamente potente.
Le song dell’album riprendono il concept a sfondo futuristico che ben si adatta ai suoni “artificiali” del combo.
Dopo l’intro di turno si parte con Dominatron brano melodico e d’impatto, dalle ritmiche martellanti. Buona prova del singer Matkracker che risulta molto convincente, sia nei frangenti melodici che in quelli più aggressivi, e del tastierista Dany All che crea la base melodica (e cyber) del pezzo. Sulla stessa falsariga la song I, Storm, mentre i ritmi rallentano con la successiva Iced Waterfalls in cui si assaporano sprazzi progressive dei primi Eldritch, specie nell’indovinato solo di chitarra. Con Electrodoom si torna su ritmi belli pesti che richiamano addirittura i Fear Factory: ottima song ben bilanciata tra synth, ritmiche sostenute e melodia. Pregevole anche la ballad Synthetic Aurora con una melodia vocale ben concepita e un uso delle tastiere tutt’altro che banale a supporto del cantato. Più vicina al disco d’esordio My Enemy=Loser che richiama in parte i Vision Divine, band di sicura ispirazione per i nostri.
Tirando le somme, ‘The Future Ice-Age’ si rivela un buon disco che non deluderà chi ha seguito la band fin dall’esordio e che potrebbe (dovrebbe) aprire qualche porta in più ai Synthphonia Suprema, che confezionano un lavoro maturo e più personale. Un ascolto è vivamente consigliato.

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