Una volta non ero molto attratto dal black, un genere che non riusciva a colpirmi e che tendeva a seguire sempre gli stessi canoni, producendo una serie di dischi per i miei gusti abbastanza noiosi nel loro estremismo. Ormai da diversi anni tuttavia sono spuntate diverse band che, evolvendosi da quella base, hanno creato un tipo di musica che invece mi incuriosisce (e che, ovviamente, agli oltranzisti del black più “true” sembra snaturata), come nel caso degli Sworn. La loro proposta, pur non essendo originale, è un buon esempio di black melodico, un black molto orecchiabile che ha perso quella sensazione di gelo e freddo che caratterizzava i vecchi dischi del genere e che ha guadagnato in “ruffianeria”. Nonostante le solite tematiche cupe (morte, desolazione e cose del genere, gli Sworn si tengono lontani da tematiche religiose) l’ascolto risulta in qualche maniera allegro e diversi pezzi sono quasi ballabili. L’opener “Alleviation”, un pezzo veloce ed energetico, è un buon esempio di quello che si sentirà in tutto il disco ed è un ascolto consigliato per farsi un’idea di “The Alleviation”, anche perchè i momenti un po’ più rallentati sono quelli che mi hanno colpito di meno.

Gli Sworn hanno quindi realizzato un buon debutto (un po’ troppo corto a dirla tutta), non troppo originale (motivo per cui non sono andato sopra al 3/5, meritato comunque abbondantemente) ma che dovrebbe piacere agli appassionati di queste sonorità.

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