Terzo disco in cinque anni per i pirati più famosi del metal dopo i Running Wild. Parliamo ovviamente degli Swashbuckle, simpatico e scanzonato trio ormai noto ai più grazie all’ottimo responso del precedente “Back To The Noose”. Un ruolino di marcia che è l’ulteriore conferma di come la nave di questa simpatica combriccola del New Jersey sia oggi quanto mai col vento in poppa, saldamente condotta dalle mani sicure dell’ammiraglia Nuclear Blast che, in quanto a battage pubblicitario, non si risparmia mai.
Dovendo tuttavia scegliere un detto da far calzare a pennello per questa band opteremmo ahimè per “l’abito non fa il monaco”; spogliata dell’iconografia piratesca infatti la band non si distinguerebbe più di tanto dalle decine di prodotti che invadono i comparti estremi del mercato. Se siete dunque fra coloro che sentono nostalgia dei Running Wild e delle loro epiche scorribande musicali sappiate che gli Swashbuckle non fanno proprio al caso vostro; la somiglianza fra le due bands è puramente estetica e i punti di contatto restano di fatto inesistenti. Musicalmente infatti gli Swashbuckle si barcamenano fra thrash, death e hardcore conditi con un po’ di melodia e genuina irreverenza. “Crime Always Pays…” giunge a poco più di un anno di distanza dal suo predecessore e in poco meno di un’ora, in mezzo a una intro e una outro acustiche (trascurabili, aggiungo), mette sul piatto roboanti tracce di metal estremo, votate spesso all ricerca l’anthem ad effetto ma con risultati alterni.
Certo, i momenti brillanti non mancano: “At The Bottom Of The Glass”, “A Time Of Wooden Ships…”, “Surf n’ Turf”, l’opener “We Are The Storm” sono tutti pezzi di facile presa e di sicuro effetto in sede live, ed è proprio in sede live che la band guadagna punti grazie ai variopinti travestimenti a tema che ne fanno un act assolutamente irresistibile, al punto di guadagnarsi il gettone di presenza in ben due edizioni del Paganfest assieme a bands con cui francamente condivide davvero poco tipo Eluveitie, Tyr, e Korpiklaani.
Se proprio volete dar loro una chance andate a vederli dal vivo ove lo spettacolo è assicurato, nulla da dire, ma su disco è un’altra cosa.

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