Come poter valutare un album così disconnesso, vario, assurdo ma a tratti divertente?
Ben 21 canzoni per un totale di appena 41 minuti rende l’idea della brevità dei pezzi e, forse anche per questo, della superficialità generale dell’opera.
Io onestamente dopo molti ascolti non lo ricordo e non ci ho capito niente. Un po’ di thrash, un po’ di metalcore, alternati a ballate che sembrano uscite da un cartone animato o da pubblicità anni ’60. Sapore di pirateria comica, avventura, birbanti allegri e ubriachi. Album piacevole ma privo di filo conduttore, adatto alle grigliate e ai festival estivi di heavy metal.
Sicuramente non si può che elogiare l’idea e la creatività, anche musicale, ma nel marasma di pezzi non ce n’è uno che rimanga canticchiabile.
Da segnalare Back To The Noose, canzone corale e pesantina, e Shipwrecked, malinconica chiusura in cui il livello si alza.
A questi tre simpatici pirati, destinati a trionfare nel Live Act, manca la volontà di assurgere a qualcosa di duraturo, il cui sapore non evapori subito dopo l’ascolto. Consiglio meno canzoni, più lunghe e strutturate.

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