Ancora una volta mi trovo a scrivere con interesse e piacere per la l’Atomic Stuff ed ancora una volta, mi ritrovo a scrivere su un gruppo italiano, veronese per la precisione, che non sembra italiano date le capacità e le caratteristiche e infatti.. Teatralmente, come durante un colpo di scena di un horror-splatter ecco che la loro biografia ufficiosa svanisce magicamente in fumo e…

“31 ottobre 2005. Un gruppo di rocker dementi chiamato Morphina doveva suonare ad una stupida festa di Halloween in un pub da quattro soldi. I quattro ragazzi non giunsero mai a destinazione, poiché la loro auto si schiantò contro un albero, ed i loro corpi sparirono misteriosamente.
Al loro posto si presentarono quattro cadaveri freschi di trapasso e vestiti di spazzatura. La loro esibizione fu la cosa più disgustosa e scioccante che i pochi clienti presenti avessero mai visto nella loro vita… nessuno di loro dimenticherà mai lo spettacolo di sesso sangue e rock’n roll della band chiamata Superhororfuck!
Dicembre 2009. Un sergente di polizia che stava indagando sul caso dei ragazzi scomparsi si avvicina molto alla verità e… sparisce lui stesso! Pochi giorni dopo un nuovo zombie entra a far parte della band… il mistero continua!”

L’aura misteriosa, ma drammaticamente spumeggiante, che contorna questa band, è un perfetto perimetro che delimita un’ area di pericolo, paura, sangue, sesso, orrore e trash … tutto in chiave molto, molto allegra e “dissacrante”, come se ci trovassimo di colpo in un set di Andrea Bianchi. I Superhorrorfuck chi sono? Sono una rievocazione ad un glam/hair metal con venature “psyco-heavy-billy” -per quanto riguarda gli argomenti trattati dal gruppo- e tante altre piccole influenze che fanno parte di questo spettacolo che ci viene offerto. Cosa possiamo quindi trovarci dentro? Possiamo passare da Hanoi Rocks, piuttosto che Poison, piuttosto che Motley Crue (non vorrei elencare tutti i mostri dell’hair..), per passare attraverso ad atmosfere alla Misfits piuttosto che a delle tematiche alla Nekromantix (ecco perché parlo di psichobilly come tematica) e persino arrivare a toccare generi più commerciali, (o meglio più pop) e più odierni ed anche più alternative, come Smash Mouth , piuttosto che i più “punk” Offspring (mi vergogno a definirli punk, ma in fondo erano catalogati sotto quel genere..). Tuttavia, questi misteriosi e astutissimi ragazzi, nel tempo, rispetto ai full-length precedenti, Horrochy e Livingdeadstars, li trovo sonoricamente più un po’ maturi e più variopinti. L’ep si compone di 4 tracce. Le influenze già sopra citate descrivono l’album nella sua integrità, posso solo dire un paio di cose riguardo a questo album. Chi ben comincia è a metà dell’opera e l’apparenza non inganna. Cosa voglio dire ?
Tutte le canzoni possiedono una intro, che proseguendo attraverso ritmi calzanti e coivolgenti, velocità più o meno calcate, urla zombie-orgasmiche e toni suadenti , la vocalità graffiante e tagliente del Dr. Freak, riff e assoli maliziosi e ammiccanti di tutto rispetto e tecnica, comparsa di fiati che rendono ancora più giocosa e allegra un’aria relativamente pesante, rimbombante, potente e metallica, ci dicono già dall’inizio, attraverso essi, che la fine e lo svolgimento del pezzo non ci deluderà. Avete ben presente, credo, quando vi accingete a sentire l’inizio di una canzone e dite : che fica!” Ecco, con loro potete anche continuare a dire che fica fino alla fine del pezzo (detto terra terra). La mia seconda affermazione, “l’apparenza non inganna”, intende che I Superhorrorfuck, non sono distanti musicalmente dalla loro presenza, anzi, la loro fisionomia estetica, rispetta esattamente quella sonora, permettendo così ai pezzi, di non necessitare di un supporto immagine per essere valorizzati. Certo è, che sarebbe divertente vederli dal vivo, molto divertente. Sino a che non arriveranno a gesti estremi sul palco, come quelli della “buon’ anima” di GG Allin , piuttosto che performance alla Williams, direi che sono più che accettabili e consoni a quello che propongono, senza disgustare o annoiare. L’esaltazione ironica e colorita di tematiche come la morte, il mistero, piuttosto che la sessualità accentuata, attraverso la loro teatralità e musicalità, sono molto piacevoli sia alla visione, che all’ ascolto.

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