Pubblicato nel 2012
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Finalmente! Per chi conosce la storia degli Stratovarius sa che da sempre aleggia una maledizione quando la band decide di registrare un concerto per un DVD. I primi “a pagarla” siamo stati proprio noi Italiani nel 2003 quando la band è venuta a filmare lo show di Milano per realizzare il primo DVD di un concerto intero. DVD che per diverse controversie non ha mai visto la luce. Stessa storia nel 2006 a Sao Paulo in Brasile. Ora, dopo le vicissitudini che hanno stravolto la line-up della band finnica, esce finalmente questo “Under Flaming Winter Skies – Live in Tampere”, primo full-show in DVD per gli Stratovarius e tributo allo storico batterista tedesco Jorg Michael, al suo ultimo tour assieme ai vecchi compagni.
“Under Flaming Winter Skies” è stato registrato la sera del 19 novembre 2011 presso il locale Pakkahuone a Tampere (Finlandia). Il dischetto comprende anche un documentario di circa 30 minuti intitolato “Rewinding From The Past To 2012”.

IL PACKAGING
“Under Flaming Winter Skies” è stato pubblicato in DVD, Blu-ray e doppio cd audio. Le confezioni sono le più standard possibili, se si esclude la versione giapponese con video e cd, dai prezzi però ancora proibitivi. In questa sede verrà esaminata la versione DVD. La confezione è la più classica per questo tipo di uscite, contornata però da un buon libretto con i crediti e molte belle foto. È presente, sempre nel libretto, anche una piccola intervista a Jorg Michael.

IL VIDEO E L’AUDIO
Devo ammettere che quando ho schiacciato “play” per vedere il concerto di Tampere sono rimasto da subito un po’ deluso. Le immagini non sono niente di eccezionale, ma nemmeno eccessivamente brutte. La cosa che però dà più fastidio è il montaggio: come accade da qualche tempo a questa parte, si ha l’idea che il video di un concerto metal debba essere un turbinio di immagini che si susseguono alla velocità della luce. Se questa scelta può risultare efficace per i momenti più veloci e dinamici, alla lunga si rivela deleteria. Lo spettatore si ritrova nel giro di tre secondi a vedere il primo piano del musicista, lo stacco con visione dal palco e successiva ripresa in primo piano di un altro musicista! Se guardo un bell’assolo di Kupiainen mi piacerebbe poterlo gustare in santa pace, magari con uno zoom graduale, senza dover cambiare prospettiva ogni frazione di secondo! Tant’è… Per il resto le immagini, come detto, non sono certo eccelse, a volte troppo buie e non perfettamente nitide, e si ha quindi la sensazione di trovarsi di fronte a un bootleg multicamera dannatamente buono, piuttosto che a un prodotto ufficiale… Peccato.
L’audio – nei formati 5.1 e stereo – invece non è affatto male anche se, personalmente (e qui possono entrare in gioco i gusti personali) avrei preferito un volume più alto per la voce e una maggiore presenza del pubblico. Per il resto tutti gli strumenti sono ottimamente bilanciati e il suono risulta chiaro e pulito.

LO STAGE
Gli Stratovarius hanno scelto di giocare in casa, la cornice del locale di Tampere è davvero graziosa. Il palco, di medie dimensioni, è invero piuttosto scarno (praticamente solo il telone di “Elysium” dietro la batteria), con un set di luci poco sopra la sufficienza. Niente immagini proiettate, niente giochi pirotecnici, il tutto all’insegna della semplicità. Che siano questi i mezzi a disposizione degli Stratovarius odierni?

LA PRESTAZIONE
Timo Kotipelto: il biondo singer finlandese è artefice di una performance più che sufficiente, preoccupato più che altro a mantenere il controllo della sua voce piuttosto che esibirsi in “pericolosi” vocalizzi. Timo non forza mai sulle note alte e mantiene un registro piuttosto pacato per tutta la durata dello show. Se questo gli permette di portare a termine lo spettacolo senza eccessive sbavature, d’altro canto, questa scelta, lo fa apparire con un cantante “normale”. Personalmente avrei preferito rischiare qualche stecca ma sorprendere l’ascoltatore con qualche numero vocale. Chi non risica non rosica!
Matias Kupiainen: questo ragazzo è un grande! Perfettamente a suo agio sul palco, nonostante una flemma tipicamente nordica, sfodera un’ottima prestazione! Preciso e pulito, ottimi i suoi assolo, sia vecchi (a volte si prende il lusso di cambiarli un po’) che nuovi. Provate ad ascoltarvi ad esempio Deep Unknown o Winter Skies e sappiatemi dire. Promosso a pieni voti!
Lauri Porra: il bassista finlandese si mantiene su livelli più che buoni pur senza strafare. Sicuramente più eclettico del suo predecessore, perde forse un po’ nelle parti strettamente metalliche e veloci. Trascurabile il suo assolo, rimane comunque una prestazione senza macchie.
Jens Johansson: il pazzo svedese al solito fa quello che vuole. È, non a caso, uno dei tastieristi più influenti della scena metal. Pur essendo meno “pagliaccio” del solito (sarà per via dell’esibizione ufficiale?), la sua prestazione è sempre ad alti livelli: spettacolare!
Jorg Michael: questo è stato un po’ il suo show, lo si capisce fin da subito anche dalle molte inquadrature e dal titolo della tournée a suo nome. Il simpatico batterista tedesco ci mette l’anima e il cuore! La sua prestazione non è forse ai livelli eccelsi degli anni ’90 ma risulta pur sempre davvero buona. Un saluto da parte di tutti a questa colonna del metal mondiale!

LA SETLIST
Scaletta davvero lunga per questo show. La band decide di riproporre una sorta di “best of” partendo da “Episode” in avanti. Personalmente avrei preferito più brani dell’ultimo periodo ma, visto il duplice significato di questo concerto, la scelta della setlist si rivela assolutamente azzeccata. Da evidenziare le due cover Burn (Deep Purple) e Behind Blue Eyes (The Who), che se da un lato rubano spazio ad altrettanti due classici, dall’altro donano un qualcosa in più al concerto. Gradita anche la riproposizione di pezzi non sempre presenti come I Walk My Own Song e la stupenda Coming Home. Peccato l’assenza in toto di brani da “Fourth Dimension” e “Destiny”.

IL PUBBLICO
Al contrario di quello che si potrebbe supporre, i ragazzi finlandesi sono tutt’altro che freddi, come ho potuto constatare anche personalmente in quel di Helsinki. Il locale è gremito e l’audience si rivela assolutamente calorosa e partecipe. Un maggior coinvolgimento, sia da parte di Kotipelto che in sede di mixaggio, sarebbe stato gradito.

EXTRA
A contorno dello show principale troviamo il documentario “Rewinding From The Past To 2012”. Questo filmato di circa mezzora, propone brevemente la lunga storia degli Stratovarius a partire dagli albori, con uno occhio di riguardo per gli avvenimenti più recenti. Sono gli stessi musicisti (attuali) che ci raccontato episodi e aneddoti del loro viaggio artistico. Il documentario si rivela davvero piacevole e svela alcuni piccoli retroscena non ancora del tutto noti. La parte del leone la fa, come prevedibile, il buon Jorg, che ci racconta i motivi del suo abbandono e la sua visione della band. Interessanti anche gli interventi dei “nuovi” Kupiainen e Porra. Da segnalare che i ragazzi parlano tutti in finlandese, tranne Jens e Jorg che si esprimono in inglese. Per una maggiore comprensione ci sono i sottotitoli in inglese.

CONCLUSIONI
“Under Flaming Winter Skies” è un prodotto che mi lascia contento a metà. Sicuramente, da fan, c’è la gioia di avere fra le mani un video ufficiale di un intero show degli Stratovarius. C’è da sottolineare la sempre buona prestazione di musicisti e la scaletta davvero lunga. Di contro, la non eccelsa qualità video, uno stage troppo anonimo e una prestazione nella norma da parte di Kotipelto, lasciano un po’ l’amaro in bocca… Se non altro i ragazzi hanno finalmente rotto la maledizione dei DVD!
Se il vecchio live audio “Visions Of Europe” è stato un segno di un’epoca, che poteva potenzialmente essere d’interesse per tutti gli amanti della nostra musica preferita, “Under Flaming Winter Skies” è un prodotto unicamente indirizzato ai fans della band (o agli amanti del metal melodico), non in grado di imporsi su tutta la linea. Attendiamo quindi fiduciosi un seguito di tutt’altra caratura.

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