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Non ci sono più gli Stratovarius di Tolkki. Sì, lo so, è una vecchia storia ormai, ma mai come in questo disco è giusto ribadire il concetto. Ci sono cinque musicisti liberi, liberi di esprimere la propria creatività e il proprio talento. A dirla tutta i musicisti sarebbero sei…anche un certo Jani Liimatainen è della partita, come vedremo.
La prima parte di “Nemesis” è caratterizzata da canzoni più immediate con melodie e cori vincenti. L’apertura spetta ad Abandon un brano assolutamente stupendo in cui, dopo un breve intro solenne, si mette in evidenza il nuovo arrivato Rolf Pilve. È ancora presto per dire se il giovane finlandese potrà entrare nel cuore dei fans, non facendo rimpiangere il carismatico Jorg Michael, ma è certo che la sua prestazione, almeno su disco, è impeccabile. La splendida melodia vocale del brano ci restituisce i migliori Stratovarius, grazie ad un’ottima prestazione di Kotipelto supportato da efficaci cori (molto presenti nell’intero disco).
Unbreakable e Halcyon Days sono una coppia di canzoni assolutamente perfette, in cui la melodia si stampa subito in testa fin dal primo ascolto. Basta davvero poco per incominciare a canticchiarle. Anche in Fantasy (mid-tempo scritto interamente dal bassista Lauri Porra) la melodia rimane l’assoluta protagonista. Da notare come i brani in doppia cassa sparati alla velocità della luce siano un lontano ricordo.
La parte centrale del disco presenta pezzi più elaborati con qualche elemento progressivo. Out Of The Fog (scritta a sei mani da Kotipelto, Liimatainen e Kupiainen), per il sottoscritto è uno dei brani migliori dell’album, e si distingue per un ottimo groove creato dalla sezione ritmica che fa da tappeto alla bella voce di Kotipelto. Ma tutti gli strumenti trovano il giusto spazio e fanno da trampolino a un coro splendido in cui Kotipelto torna a volare alto. Poi le tastiere di Johansson prendono il sopravvento e si fondono con la chitarra di Kupiainen nel solo. Davvero ottimo! Castles In The Air è un brano epico e cadenzato introdotto dalle tastiere di Johansson e dalla voce di Kotipelto, fino all’esplosione di epici cori. Assolutamente inaspettato il solo di chitarra di Kupiainen, di stampo quasi jazzistico, mentre più standard il solo e il successivo fraseggio di tastiere. Nel finale il coro lascia nuovamente spazio a tastiere e voce, che riprendono la parte iniziale del brano.
Non poteva mancare il lento: If The Story Is Over (scritta da Liimatainen e Kotipelto) è un brano delicato che richiama una melodia vagamente orientale. Da brividi la prestazione di Kotipelto per questa che, assieme a Move The Mountain, è una delle migliori ballad degli Stratovarius degli ultimi tempi.
Il disco si chiude con la title-track, brano dall’incedere solenne in cui tutta la band si esprime al meglio. Coro epico in cui la voce di Kotipelto si alterna a controcanti maestosi. Splendida chiusura.
Stratovarius vecchi, Stratovarius nuovi…cosa importa? “Nemesis” è probabilmente il miglior album della band da 15 anni a questa parte, non lasciatevelo sfuggire.

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