Honky Tonky, Seregno (MB) – 19 Ottobre 2013

Dopo un ottimo album come “Hesperia” l’attesa di saggiare i nuovi brani dal vivo, almeno per il sottoscritto, era tanta. Gli Stormlord scelgono l’Honky Tonky di Seregno come venue per la presentazione ufficiale del nuovo album.
Dopo una suggestiva intro, i nostri salgono on stage indossando delle maschere: il brano scelto per inaugurare la serata è Aeneas, che è anche l’opener di “Hesperia”. La band rimane quasi immobile sul palco con atteggiamento solenne, quasi a sottolineare la verve epica del brano che funge da incipit del nuovo concept (e della serata).
Con la seguente Dance Of Hecate, via le maschere, gli Stormlord scatenano la propria furia. L’acustica del locale è discreta, si sentiva meglio allontanandosi dal palco, come ho potuto constatare personalmente, ma ho preferito mantenere un diretto contatto con l’energia sprigionata dalla band.
Gli Stormlord offrono una prestazione aggressiva pur non trascurando i dettagli e le diverse sfumature del loro sound. Così la nuova Motherland mantiene una certa epica brutalità mettendo in evidenza, al contempo, grazie alle tastiere e al groove delle chitarre, lo stile intricato e ricercato del combo romano.
Ottima prestazione quindi della coppia di asce Angelini/Caprino, supportati da una sezione ritmica dirompente, in cui si mette in evidenza Francesco Bucci al basso, molto presente ed energico per aizzare il pubblico (invero un po’ troppo scarso – anche se agguerrito).
Lagacy Of The Snake, il primo brano della serata tratto dall’album “Mare Nostrum”, raccoglie molti consensi e infiamma i ragazzi presenti nel locale che si trovano a urlare il ritornello assieme al frontman Cristiano Borchi. Nuovamente un nuovo brano: Bucci invita tutti a cantare il coro Onward To Roma, per questo pezzo che si rivela anche dal vivo devastante, complice una performance davvero cazzuta e sentita da parte della band.
Il momento clou della serata, almeno per chi scrive, è stato durante l’esecuzione di Mare Nostrum e della lunga Those Upon The Pyre dal nuovo disco. La titletrack del precedente album degli Stormlord è ormai un classico, e dal vivo riesce davvero a raggiungere l’audience grazie alla sua maestosità, accompagnata dalla furia epica della band. Cristiano Borchi condivide il coro con i ragazzi del pubblico davvero esaltati. Those Upon The Pyre, scivola via come la sabbia nonostante i suoi oltre nove minuti. Davvero un alto tasso epico per questa composizione che alterna sfuriate metal con momenti d’atmosfera.
L’ultimo brano per la serata tratto da “Hesperia” è My Lost Empire, uno dei pezzi più diretti (per gli standard della band) dell’ultimo album e che dal vivo si conferma vincente grazie al forte impatto che trasmette al pubblico.
Lo show si conclude definitivamente con due classici molto amati dai fans degli Stormlord: And The Wind Shall Scream My Name e l’inno Stormlord. Applausi da un pubblico visibilmente soddisfatto.
Ottima prestazione quindi della band romana che si conferma anche dal vivo una macchina da guerra. E buona anche la resa dei nuovi brani che, seppur molto complessi, riescono a coinvolgere l’ascoltatore anche in sede live.

Setlist:

  • Intro
  • Aeneas
  • Dance Of Hecate
  • Motherland
  • Lagacy Of The Sanke
  • Onward To Roma
  • I Am Legend
  • Mare Nostrum
  • Those Upon The Pyre
  • My Lost Empire
  • And The Wind Shall Scream My Name
  • Stormlord

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