I neworkesy stigmata rappresentano in pillole la parte piu’ grezza dell’hardcore, vent’anni di attivita’ alle spalle, passati in box studio e piccoli club tra suoni ruvidi e potenti, alla batteria un certo Jason Bittner ora negli Shadows Fall e tanta tanta voglia di spaccare il mondo.
In “The Wounds That Never Heal” troviamo un un best che include i primi 2 album degli Stigmata, “Hymns For An Unknown God” rappresentato dalle prime 10 tracce dalla registrazione non impeccabile con suoni al limite del frastuono con puri riferimenti all’hardcore piu’ fedele marchiato da un trash di vecchia data, e “Do Unto Others” rappresentante le rimanenti tracce che non sono che la parte moderna della band con suoni piu’ puliti ma senza per questo mai staccarsi da quello gia’ fatto in passato, rintracciabili nei Biohazard fino ad arrivare agli stessi Shadows Fall. Arduo compito mensionare di lode le singole tracce del best, basta dire che si tratta di un album che puo’ piacere ma non far impazzire di gioia l’ascoltatore.
Raccolta interessante quindi e ricca di influenze a chi di hardcore conosce anche le radici, indiscussa la bravura questa band e il sudore buttato dietro ogni singolo pezzo in un album nel complesso molto interessante. Tirando le somme appena sufficiente, orecchiabile ma modesto, corre comunque lo stesso il rischio di essere buttato troppo presto nel dimenticatoio, visto il loro passato, della loro carriera si onorabile, ma fantasma a noi comuni intenditori.

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