Forse potrà sembrare esecrando un articolo su un gruppo cover… Ma in questo caso non credo proprio, perchè ‘sti STEAMROLLA fanno shampoo, balsamo, colore e piega all togetha a suon di rock, blues e jam da paura!

Ore 17:00. Io e Sted ci mettiamo in marcia destinazione Merula, uno tra i più importanti store di articoli e strumenti musicali di tutta Italia, che oltre a vendere, di tanto in tanto nella sala appositamente allestita, ospita eventi di una certa qual portata, sempre e comunque aggratise. Chapeau! Va bene il concerto, ma anche un giretto tra gli scaffali di questo tempio è dovuto. Così, dopo avere perso le debite bave davanti a una Steve Vai sette corde usata e a una tracolla fucsia pelosa (e qui tengo a specificare, le bave le ha perse il ragazzo, non io :-P), alle

ore 18:30 circa ci mettiamo in coda davanti all’ingresso come dei perfetti badola, perchè fa freddo, io avevo bevuto un bicchiere di latte caldo poco prima in autogrill, e quindi poteva succedere di tutto :-P dall’esterno già si riconoscono i suoni della Les Paul di Doug, e il suono tondo e ciccione del basso di Michael, un ritmo di batteria pieno di groove e targato Joe Travers… Ma che cacchio aspettano a farci entrare???

ore 19:00 circa il portone si apre, scattano i cento metri piani per accaparrarsi i posti a sedere in prima fila, o il posto sulla moquette sotto il bellissimo palco. Noialtri fotografi sfoderiamo i cannoni, e aspettiamo l’inizio dello show. Pochi minuti e fanno il loro ingresso sul palco gli STEAMROLLER, formazione a tre i cui membri sono rispettivamente

Doug Aldrich, o Mr. Les Paul che dir si voglia :-D noto chitarrista statunitense dal curriculum molto più che altisonante (non c’è bisogno di presentazioni vero?), attualmente in forza ai Whitesnake

Michael Devin, talentuoso bassista che in questo contesto, oltre ad imbracciare il suo strumento, prende posizione dinanzi al microfono sfoderando doti vocali davvero eccezionali, attualmente in forza ai Whitesnake

Brian Tichy, professione battipelli, insieme agli altri in forza ai Whitesnake, che questa sera cede il posto a

Joe Travers, elegante e frizzantissimo batterista che sicuramente ricorderete per aver suonato con sprovveduti del calibro di Billy Idol, The Motels, The Wilsons, Duran Duran, e la Zappa family (Ahmet & Dweezil Zappa).

Il trio propone un cocktail psichedelico che spazia dal rock al blues, rispolverando pezzi dei Police, dei Led Zeppelin, di Bob “Zanca” Marley e degli immancabili Whitesnake, il tutto rigorosamente riarrangiato sul momento, jammando e caprando tutto il tempo, tutto all’insegna del divertimento! Doug salta come un grillo e non ne sbaglia una, sia a livello chitarristico che di cori, Joe picchia con la classe di un cingolato e Michael accompagna con le corde del basso e quelle vocali, confermando un mio personale sospetto: nato sotto il segno del blues. La sala concerti di Merula conta un nutrito numero di presenze, alcuni in religioso ascolto comodi comodi sulle seggioline, altri che filmano, fotografano, si dimenano, o ancora si lanciano in singalong improponibili (non sto parlando di me, nooooo :-P). I ragazzi suonano, interagiscono con il pubblico, e mettono a segno una performance di altissimo livello, non solo per competenze, esperienza e talento, ma anche per umanità, semplicità e passione. Musicisti di altissimo livello che suonano per divertirsi e far divertire. Missione compiuta, direi!

Il loro tour, iniziato a Settembre, è ormai volto al termine, ma sono sicura che il successo e il riscontro ottenuti li invoglieranno a ripetere l’esperienza!

Grandi ragazzi, hornz-up, a presto!!!

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