Quanti altri cd così dovrò ancora sentire? Un po’ di numetal, un po’ di alternative rock, un po’ di emocore e via andare… ho capito che è il nuovo trend, ma mi ha già stancato, o perlomeno mi ha stancato se devo ascoltare un disco di questo tipo. Nessun guizzo di personalità, nessun pezzo capace di colpire particolarmente, non riesco neanche a citare una traccia in particolare di questo cd, tanto per dire. Per carità, non che ci sia nulla di particolarmente obbrobrioso tra questi solchi, il fatto è che non c’è neanche nulla di interessante.
Le canzoni di questo “Smashed bottles & broken fences” si lasciano infatti ascoltare, ma dopo pochi minuti che il disco è su la vostra attenzione scivolerà via e quando la musica finirà non ve ne accorgerete nemmeno. Al massimo vi accorgerete che la produzione in questo caso è peggio del solito e che il cantante a volte stona, il che non è di certo un pregio…
Inutile infierire ulteriormente, per cui assegno il solito 5 che uso in queste situazioni in cui il problema piuttosto che la bruttezza è l’incapacità di dire qualcosa, in questi casi insomma in cui il cd non irrita, ma semplicemente vi passa attraverso le orecchie come se niente fosse (che poi per quanto riguarda gil Stalefish1 la produzione scarsa abbasserebbe ad un 4.5 il voto, tuttavia la longevità leggermente superiore rispetto a quanto mi aspettavo riassesta sul 5 il voto assegnato).

Conclusione: statene alla larga a meno che non siate ultrapatiti di queste sonorità (e anche in questo caso comunque in giro ci sono svariati gruppi più meritevoli).

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