Gli Spit at Stars si formano nel 2007 ed in pochissimi mesi bruciano davvero tante tappe. Innanzitutto riescono a dare stabilità alla line-up, poi scrivono alcuni pezzi propri, registrano questo Ep con missaggio e mastering di Simone Fiorletta, trovano uno sponsor per l’abbigliamento che gli commissiona un paio di cover, le registrano ed esce il loro secondo Ep. Davvero niente male per una band la cui età media non supera gli anni richiesti per guidare un auto. Questo “Murder on The Sixth Floot – Chapter 1” è appunto la prima prova discografica del gruppo, nonchè l’unica contenente degli inediti, tre per la precisione. Il genere è un emocore fortemente influenzato dal punk-rock di gente come Blink 182, The Distillers etc. che si innestano su una base fatta di 30 second to mars e My chemical romance. I pezzi risultano davvero molto coinvolgenti e ben costruiti. Ottimi gli arrangiamenti, così come le linee vocali della singer Carla. Buona anche la coppia di giovani chitarristi e la sezione ritmica, forse un po’ scontata, ma ci rendiamo conto che in un genere come questo, è difficile uscire dagli schemi. Insomma una vera e proprio promessa per il futuro, che è sicuramente partita con il piede giusto. Speriamo solo che riescano a non perdersi per strada ed a mantenere questo livello qualitativo per vederceli fra un paio di anni su MTV in heavy-rotation con Finley e compagnia frangettona.

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