Un’altra piacevole sorpresa in ambito Dark-Metal ci giunge dal centro della penisola, l’Aquila per essere precisi. Si tratta di Tears Like Rain, demo degli Spellcraft. Il lavoro è decisamente molto intrigante, la proposta piacevole. Ad i primi ascolti onestamente non ho potuto evitare di storcere un po’ il naso, sia per le linee vocali che, ad un ascolto distratto possono dare l’impressione di superficialità e scarsa integrazione con quella che è la parte strumentale, sia per quella strana sensazione di “già sentito” che facilmente può ricondurre ai vari Katatonia e Paradise Lost. Man mano che aumentano gli ascolti invece, comincia a crescere anche l’attenzione che la musica dell’act abruzzese riesce a catalizzare. Le influenze che si riescono a cogliere sono svariate e provenienti dagli ambiti più disparati, dai già citati Katatonia e Paradise Lost nell’opener Tears Like Rain, ai Moonspell delle parti più acide, sconfinando nel classic maideniano in certi passaggi di chitarra oppure nel dark più groovy dei The Cure di alcuni arrangiamenti; c’è persino del dark-wave italiano primi novanta! Ulteriore nota di merito per questa demo di cinque traccie, è l’impressione che personalmente ho avuto del fatto che, procedendo con l’ascolto dell’album, le traccie sembrano guadagnare in spessore, il sound si gonfia di sfumature e la maturità stessa della band pare essere maggiore con lo scorrere dei brani. Da citare l’ottima Season Five e la conclusiva Stolen Time (dove il singer Gino si cimenta con assuluto successo in uno screaming growl decisamente d’impatto), sicuramente i fiori all’occhiello di questa demo. Aspettando un riscontro on-stage, non mi rimane che complimentarmi con questi ragazzi e far loro i miei migliori auguri…

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