Buongiorno a tutti! Oggi mettiamo sotto torchio i Sound Storm, una delle recenti giovani scommesse del power metal italiano. Heavy-metal.it vi saluta e vi ringrazia per il tempo che avete deciso di condividere con noi!

Federico: Ciao e grazie a te per questa intervista, è sempre un piacere fare due chiacchiere riguardanti la band e le ultime novità.

Ultimamente casa Sound Storm ha smitragliato una news dietro l’altra, ma andiamo con ordine: tour coi Tristania + data di supporto agli Epica. Come siete venuti a contatto con queste realtà?

Valerio: diciamo che ogni tanto la fortuna bacia anche noi…Dopo tanta sfortuna e qualche “gufata” di troppo, sembra che sia arrivato il momento per noi, e in un attimo abbiamo “smitragliato una news dopo l’altra”.

E ora… il contratto con la Scarlet, non le solite sub-label, proprio Scarlet ufficiale! Direi che si tratta di un grande goal per voi, trattandosi di una delle più importanti etichette Italiane, riconosciuta anche all’estero.

Federico: E’ sicuramente così, un obiettivo importante conquistato dalla band. Essere sono la stessa etichetta che produce band come Labyrinth, Necrodeath, Dark Moor e Royal Hunt (e sono solo le prime che mi sono venute in mente!) è un gran traguardo per noi tutti, ed è sicuramente solo il primo passo, perchè abbiamo intenzione di procedere per questa strada ancora per molti anni.

Il vostro precedente album, TWILIGHT OPERA, era uscito per Rising Records. Come mai avete cambiato etichetta?

Valerio: i nostri rapporti con la Rising Records sono stati pessimi fin dal primo momento, tra la sfortuna del fallimento di SPV (nostra distribuzione al tempo dell’ uscita di “Twilight Opera”) e un successivo, pessimo lavoro di promozione e distribuzione da parte loro, i nostri scambi verbali sono sempre stati piuttosto accesi. Ti dico solo che per poco non siamo arrivati alle vie legali.Quando entrammo noi con loro eravamo solo la decima band nel loro roster, dopo hanno iniziato a prendere chiunque purchè pagassero. Mi permetto quindi di utilizzare questo spazio per mettere in guardia chiunque ottenesse una proposta da loro, sono davvero persone poco serie.

IMMORTALIA. Un album dal concept molto ambizioso. Da dove sono saltate fuori le idee? Fateci una presentazione dell’album in prossima uscita il 28 agosto!

Valerio: l’ambizione è stata quella di creare una sorta di lato “visivo” al disco, cioè fare in modo che la musica accompagnasse il testo in ogni momento e permettesse di immaginare ciò che si sta ascoltando. Molto umilmente, ma con grande soddisfazione, credo di essere riusciti ad ottenere quanto ci eravamo proposti, e la critica sembra darci ragione al 100% fin qui. Immortalia è sì un concept, ma non nel senso classico del termine: i brani sono infatti storie e racconti indipendenti, ma il tema di fondo è sempre lo stesso, la ricerca dell’ immortalità e della vita eterna. E’ un tema antico quanto l’ uomo, studiato e ripreso da tantissimi autori e narrato in tantissime leggende: noi volevamo dare la nostra interpretazione musicale a tutto questo, riferendoci ad alcuni racconti “classici”.

Quali sono gli aspetti innovativi del nuovo sound dei Sound Storm rispetto al precedente Twilight Opera?

Federico: Sicuramente la durezza del suono e la maggiore aggressività delle canzoni. Siamo più cattivi, più veloci, più incazzati e più “diretti”. Le parti orchestrali e gli arrangiamenti sono un abbellimento che dà sonorità gotiche alle nostre songs, ma il cuore pulsante del nostro sound è il “muro” creato da basso, chitarra e batteria. L’evoluzione del nostro sound è sicuramente verso qualcosa di più estremo, con aggiunta di pezzi di batteria in blast beat e voci growl molto più incisive.
Valerio: aggiungo che anche i cori hanno qui una parte molto più incisiva rispetto a “Twilight Opera”, sono presenti su praticamente tutti i pezzi e non hanno quasi mai parti secondarie. Questo perchè in fase di composizione abbiamo voluto creare un’atmosfera che giocasse molto sull’ oscurità di alcuni passaggi e desse risalto agli aspetti più profondi dell’ anima umana, aspetto e ruolo che il coro ricopre perfettamente e personalmente credo non sia secondo a nessun altro strumento.

Testi e musica sono il frutto della mente di…?

Valerio: un aspetto molto importante della musica dei Sound Storm è che ognuno riesce a mettere del suo nei brani. L’ossatura dei pezzi e del disco in generale posso dire che sono opera mia e del precedente tastierista Alessandro Muscio, e sempre noi ci siamo occupati del lunghissimo lavoro di arrangiamento di coro e orchestra. Ciascuno ha poi messo del suo, chi più chi meno, ma tutti hanno contribuito in maniera decisamente significativa. Questo in generale, ma ci sono alcuni pezzi nati diversamente. E’ il caso di “Call me Devil”, nata dalla mente di Federico a livello di concept e idea , e sviluppata poi concretamente da me e Alessandro (ricordo ancora il giorno in cui me la canticchiò a casa sua e dopo due giorni con Alessandro gli presentammo il pezzo finito!), oppure di “Watching you fading”, ideata da Philippe e poi anche qui sviluppata dal resto della band.

Ho notato un recente cambiamento in line-up. Il dimissionario Alessandro Muscio (ex Highlord / AmethistA / Overmaster, ora in forza ai Soul Seller, e agli Opera IX come session) è stato sostituito dal novello Davide Cristofoli, già visto in giro con i Vurtula e mi pare anche con gli AmethistA. Che ne dite, ce lo presentate o no? :-)

Valerio: sì, Alessandro ha deciso di lasciare il progetto e noi ci siamo subito messi alla ricerca di un sostituto, convinti che questo disco sarebbe stato la svolta per i Sound Storm. Dopo diversi candidati, attraverso comuni conoscenze, siamo arrivati a conoscere Davide che si è inserito nella band in maniera così naturale che non sembra per nulla l’ultimo arrivato, anzi si è subito attivato e reso disponibile sotto ogni punto di vista e stiamo già iniziando a tirare giù nuove idee per il successore di “Immortalia”, anche se è naturalmente molto presto parlarne. Intanto Davide ha già fatto il primo concerto con noi, il 7 Agosto scorso al Velvet di Rimini di supporto agli Epica, ed è stato subito un grande successo. Ora ci stiamo preparando per il lungo tour europeo con i Tristania.

A breve recensirò il vostro nuovo IMMORTALIA. Appena l’ho ascoltato, mi sono sentita come Marty McFly quando, nel laboratorio di Doc Brown, accende il superstereo, attacca la chitarra e viene scaraventato contro il muro dalla potenza del suono prodotto. Dopo essermi ripresa dalla botta, la prima cosa che mi sono chiesta è: e questi come diamine li definisco? Power mi sembra riduttivo. Che ne dite?

Federico: “Power metal” ormai ci calza un pò stretto. Non a caso la nostra band è una “Tempesta di Suono”, e in tale tempesta nessuno è in grado di individuare i singoli pezzi scaraventati in aria, ma l’insieme dei suoni crea qualcosa di “nuovo”, e l’ascoltatore dovrebbe tirare le somme e decidere se quello che proponiamo gli piace oppure no, senza il desiderio di etichettare il nostro genere. Nelle nostre canzoni potrai trovare sonorità gothic, thrash, power e sinfoniche…ma non mi sentirei di dare la priorità a nessuno di questi generi per definire il nostro “metal”.

Tornando all’aspetto live, guardando indietro al vostro passato, si può dire che abbiate scelto un profilo “poche date ma buone”. Ora, il tour, il contratto con Scarlet… . Come hanno influito queste novità nell’economia-live della band? Chissà in quanti vi staranno chiamando…

Valerio: guarda, tempo fa ci erano arrivate voci di gente che ci criticava perchè suonavamo poco dal vivo, ma sinceramente delle voci che girano ce ne fottiamo tranquillamente, anche perchè di solito arrivano da gente di poco talento che non può permettersi niente di meglio che gettare cattiva luce su chi di talento ne ha.
Ma a parte questa opinione personale, abbiamo sempre fatto quello che ritenevamo più opportuno e così continueremo a fare, abbiamo fatto 11 date dall’ altra parte del mondo in 14 giorni e a distanza di due anni continuiamo a ricevere messaggi e richieste di tornare, abbiamo suonato al più importante metal fest in Portogallo venendo eletti dalla stampa locale (per i quali eravamo perfetti sconosciuti) come miglior band del giorno; ora abbiamo suonato di spalla agli Epica con un riscontro incredibile pur essendo nella tanto criticata Italia, e a settembre il tour europeo con i Tristania…E ti assicuro che non finisce qui!

E sempre a questo proposito, domanda maligna. Come vedete la situazione attuale in Italia? Concerti, booking agencies che spuntano fuori come funghi, organizzatori di eventi et cetera? Tutto quello che vi viene in mente e tutto quello che vi va di dire per descrivere come vivete questo contesto, a mio avviso, in caduta libera.

Federico: E’ una situazione difficile, per usare un eufemismo. Non mi addentro in nulla di specifico, preferisco rimanere sul discorso a livello generale, ma le band rischiano davvero di ricevere trattamenti indegni. Siamo musicisti, proponiamo la nostra musica, e questo in teoria dovrebbe essere quello che facciamo. In realtà ci si ritrova a dover contattare personalmente agenzie, per poi scoprire che la loro reale utilità è pari a zero. Potremmo raccontarti una miriade di particolari riguardanti la “malaorganizzazione” italiana, ma non voglio scadere nel banale. Dico solo che in Italia la musica funziona un pò come tutto…se hai il calcio in culo molto spesso hai la strada libera, se non hai i “ganci”, ti ritrovi a scalare una parete verticale senza appigli. Tutto questo è triste, ci sono band emergenti davvero valide ma semisconosciute, e altre band decisamente mediocri che sono portate in trionfo senza alcun motivo valido.

Valerio: aggiungo che anche all’ estero la situazione non è tutta rosa e fiori come viene spesso descritta. Ci sono ad esempio alcune “agenzie”, anche blasonate, che in passato ci hanno proposto mari e monti in cambio di somme di denaro veramente spropositate, in cambio di non si sa bene quali servizi. Da qui un appello alle band che dovessero imbattersi in persone del genere: non è sbagliato secondo me pagare per dei servizi, che siano essi per la tua band o per la tua auto, e se la persona che lavora per te lo fa bene e con serietà, è un suo diritto poter vivere del suo lavoro (come ogni altro lavoratore del resto). Il problema è distinguere chi è veramente serio e chi è un millantatore senza nessuna credenziale per offrire qualcosa. Diciamo la verità, siamo in una situazione in cui il mercato è saturo (spuntano band come funghi ogni giorno) e l’economia mondiale è in ginocchio…Chi è davvero disposto a “credere” in band sconosciute, magari alle prime armi, in cambio di NULLA? So che è un discorso deprimente, ma non siamo più negli anni ’80 quando i talent scout andavano a caccia di nuovi talenti e li portavano veramente al successo, perchè si vendevano milioni di dischi: oggi, se credi in quello che fai e sei convinto delle tue potenzialità (e ci sono veramente pochissime persone auto-critiche), devi “farti” da solo. Tranne in alcuni rari casi…

Per ora è tutto! Vi ringrazio di nuovo per il vostro tempo e spero di vedervi presto on stage! Intanto, godiamoci un estratto del vostro ultimo concerto!

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