I Soulline sono un’interessante realtà proveniente dalla vivace scena Svizzera; solo ad un ascolto superficiale infatti la band sembra rifarsi pedissequamente ai modelli del death scandinavo, in verità il combo ticinese promette molto più di quel che sembra, come dimostrano i numerosi traguardi raggiunti in questi primi anni di carriera. Per scoprirne la genesi abbiamo contattato via mail la band che si è gentilmente prestata al nostro consueto botta & risposta. Buona lettura!

Allora ragazzi, che risposta sta ricevendo “The Struggle, the Self and Inanity”?
(Marco) Sicuramente buona, nonostante la vera promozione sia appena partita.
(Lore) Eravamo in contatto con una Label di spessore, la quale ci avrebbe assicurato una buona distribuzione Europea ma purtroppo alla fine non se n’è fatto niente. Quindi al momento non siamo abbastanza supportati per avere un giusto riscontro. Ed è un vero peccato, perché le recensioni che riceviamo sono sempre positive.
(Klod) Abbiamo comunque notato che diamo impressioni abbastanza differenti in relazione del background degli ascoltatori o dei recensori: ad alcuni piace molto, per altri è poco focalizzato su un genere. Trovo estremamente positivo che nemmeno coloro a cui la nostra musica piace meno ci buttano via!

Per quanto i vostri punti di riferimento in campo death melodico siano abbastanza evidenti, il disco è caratterizzato da un sound ricco di elementi diversi, che definirei “in progressione”…
(Lore) Spesso veniamo paragonati a band come In Flames e Dark Tranquillity. Io scrivo la musica e ti dico, non ho mai avuto un cd di queste due band, ascolto tutt’altro, probabilmente le stesse cose da cui anche loro traggono le loro influenze. Ascoltiamo e suoniamo un po’ di tutto dal folk al grind e questo di sicuro ci aiuta a realizzare musica con varie sfumature.

Di cosa trattano esattamente i vostri testi?
(Klod)I testi non hanno una caratterizzazione particolare, sono semplici interrogativi su speranze, frustrazioni e sulla vita in generale. Essi nascono dai dubbi riguardanti i sistemi di cui siamo parte e crescono grazie alle esperienze che viviamo- nel bene e nel male – , noi tentiamo di racchiuderle in una storia nella speranza di farli diventare qualcosa di artisticamente valido. Nello specifico di “The Struggle, The Self and Inanity”, i testi si articolano sulla storia di un uomo qualsiasi che, affrontando le solite difficoltà, cade in una crisi esistenziale profonda. Il protagonista inizia quindi ad interrogarsi sul valore di tutto ciò che conosce e possiede; quest’analisi lo porta a uno scompenso di tipo psicotico-mistico e in preda alle visioni allucinate di una nuova nascita spirituale, percorre il cammino per raggiungere la sua nuova verità sopportando le prove che gli vengono imposte dalla sua mente, finché raggiunge il posto in cui questa rinascita avviene, segnando la fine della vecchia coscienza e l’inizio… di tutta la storia. Il suo destino è un percorso che si ripeterà fino a quando non smetterà interrogare se stesso in maniera critica e approfondita.

Sul vostro sito ufficiale viene dato particolare risalto ai social network in cui comparite, nonché ai principali canali di distribuzione incluso iTunes; non pensate che il marketing in questo caso, pur necessario, sia preponderante?
(Marco) Dall’uscita del nostro nuovo album, abbiamo deciso di togliere il website vecchio e di svilupparne uno nuovo. Nel frattempo invece di re-indirizzare i nostri fans verso MySpace, come spesso accade ultimamente tra i gruppi, abbiamo deciso di dare loro la possibilità di scegliere quale canale visualizzare: MySpace per ascoltarci, facebook per comunicare con noi ed essere aggiornati sulle date live, iTunes per acquistare la nostra musica,…

Se doveste descrivere la vostra musica a chi non vi ha mai ascoltato, come la definireste?
Melodia, depressione, follia, banalità, felicità, delusione, poesia, aggressività, speranza, redenzione.

Ricordo che quando avete suonato a Lugano circa due mesi fa la città era letteralmente tappezzata di manifesti! Siete così popolari in patria?
(Marco) Siamo attivi da 10 anni ormai e abbiamo parecchi fans che ci seguono sia in Ticino che in Svizzera Tedesca. È sempre una gioia per noi suonare live, perché sono quelli i momenti che ci permettono di esprimerci al meglio. Per quello che concerne Lugano, c’è da dare credito alla città che sta lavorando bene per la promozione della musica emergente Ticinese-Svizzera.

Avete preso parte a tour molto estesi nell’Est Europa con bands quali Vader e Rotting Christ. C’è differenza fra il pubblico di quelle parti e quello “occidentale”?
(Marco) Durante questi due tour abbiamo conosciuto moltissimi fans bielorussi, ucraini, moldavi e russi. Arrivavamo alla sala concerti verso le quattro del pomeriggio e in qualunque città c’era già la coda all’entrata con gente che urlava!
(Lore) Già: in più la gente dell’est é molto riconoscente, anche con i gruppi spalla, che a volte alle nostre latitudini vengono snobbati o sottovalutati. Alle serate il pubblico era presente in massa dal primo all’ultimo gruppo, e la risposta é stata fantastica. Speriamo però di andare presto in tour nelle parti occidentali così da poter far un vero paragone!

Se aveste la possibilità di scegliere una band con cui andare in tour, chi scegliereste? E Perché?
(Lore) Opeth! Almeno li potrei ascoltare tutte le sere… eheheh
(Marco) Io con gli In Flames per la stessa motivazione di Lore. Non ho ancora digerito la grandinata dell’Evolution Festival nel 2008 che causò l’annullamento inevitabile dello show.
(Klod) Katatonia: sono un gruppo che adoro e penso che il pubblico che li segue potrebbe apprezzare anche la nostra musica.

Nel 2008 siete arrivati a suonare a Wacken dopo aver vinto la Metal Battle svizzera. Qual è il ricordo di quell’esperienza?
(Lore) È stata un’esperienza fantastica ed insperata. Eravamo contenti di esser stati selezionati per la finale svizzera del concorso ma non avevamo né l’ambizione né la speranza di vincere, e invece… abbiamo suonato al Wacken 2008 in compagnia di Iron Maiden, Children of Bodom, Nightwish, Opeth, …!
(Marco) Per noi però non è stato un punto di arrivo… dopo il festival non ci siamo fermati ma abbiamo lavorato sodo, e i nostri sforzi ci hanno portato appunto in giro per l’est Europa. E non è finita qui…!

Ok, siamo ai saluti. Lo spazio finale è a vostra completa disposizione.
Ragazzi, noi vi invitiamo tutti sulla nostra pagina faceboo (facebook.com/soulline) dove potrete vedere le foto del Wacken o del tour con i Vader o di quello con i Rotting Christ… senza ovviamente tralasciare la possibilità di ascoltare per intero il nostro album “The Struggle, the Self
and Inanity”…e noi speriamo di poter suonare presto in Italia!!!

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