I Soul Takers sono uno dei nuovi gruppi più promettenti che mi sia capitato di ascoltare ultimamente: il loro “Through the Silence of Words“, oltre ad essere stato un nostro Lights on Demo, è anche la miglior dimostrazione di come i nostri abbiano tutte le carte in regola per fare ancora molta strada.
Andiamo quindi a conoscere un po’ meglio la giovane band milanese attraverso questa piacevole intervista…

La prima cosa che si nota all’ascolto del demo è l’ottima qualità del suono: come è avvenuta la scelta dello studio e del fonico? E soprattutto, siete soddisfatti del risultato ottenuto?
La scelta dei Mezzanima Studio (www.mezzanimastudio.net) è stata in un certo senso arrischiata perché di quello studio, consigliatoci da un nostro insegnante, conoscevamo pochissimo. Ci siamo fidati della nostra prima impressione sullo studio e sulle persone che ci lavorano, ma dobbiamo dire che ci siamo trovati veramente bene, sia come atmosfera che come professionalità. Lavorare con una persona preparata e aperta come Lorenzo Caperchi ci ha facilitato non poco le cose.
Siamo molto soddisfatti, anche perché, con la presenza di un pianoforte vero e soprattutto di violino e violoncello veri, la nostra rischiava di essere una situazione molto difficile da gestire a livello di impasto sonoro. L’unica cosa che rimpiangiamo è la presenza di qualche errore in fase di mixaggio (ad esempio la chitarra troppo bassa, la cassa forse un po’ alta…) dovuta alla mancanza di tempo e alla nostra scarsa esperienza.

Una domanda che mi sta a cuore e che faccio sempre.
In fase di composizione, in genere, c’è chi preferisce partire da una jam, trovare un buon spunto e lasciare poi che la canzone “si costruisca da sè” attorno ad esso, e c’è chi, invece, si trova maggiormente a suo agio con un approccio più teorico, “studiato” e controllato.
Voi a quale modello vi sentite più vicini? Come funziona il vostro processo compositivo?

Noi rappresentiamo una via di mezzo: il nostro punto di partenza è sempre la linea melodica, sia vocale che strumentale, composta al di fuori delle prove, insieme ad un abbozzo di quella che sarà la struttura. La canzone prende forma in seguito in sala attraverso la fase di arrangiamento a cui partecipa l’intero gruppo cercando di valorizzare al meglio le caratteristiche della linea melodica.
Crediamo che questo metodo permetta di ottenere maggiore fluidità nello svolgersi del pezzo (esso è infatti in minor misura vincolato alla giustapposizione di riff) e allo stesso tempo concorra a rendere più personali i brani.

Parliamo dell’attività dal vivo: come vedete la situazione attuale dei locali, in termini di disponibilità per le serate e dei rapporti in generale?
Purtroppo il nostro genere è un po’ bistrattato dai locali e va ancora peggio a chi come noi suona principalmente pezzi propri: E’ ovvio che i gestori della maggior parte dei locali preferiscono rivolgersi verso altri generi più commerciali dato che è più numerosa la gente che preferisce bersi una birra con gli amici ascoltando una cover rock che quella che va in un locale desiderando veramente ascoltare qualcuno suonare. Inoltre i gestori dei locali preferiscono in questo periodo organizzare delle “manifestazioni/concorsi” in modo da avere un incasso assicurato piuttosto che far suonare gruppi poco conosciuti e di un genere di nicchia come il metal e rischiare così di guadagnare un po’ meno.
Inoltre queste “manifestazioni-concorsi”, volte in un certo senso a sfruttare i gruppi emergenti col pretesto di dar loro la possibilità di esibirsi dal vivo, non fanno che abbassare la qualità dei concerti togliendo allo stesso tempo la possibilità ai gruppi di uscire dal vivo remunerati in maniera dignitosa: tutto ciò a favore degli organizzatori e dei gestori dei locali che così riescono a riempire il locale evitando di pagare i musicisti.

Ho fatto notare in sede di recensione come Messiah Marcolin fosse un’evidente fonte di ispirazione per il cantato di Gianluigi… ora lo posso chiedere direttamente a voi: quali sono le vostre principali influenze musicali, e che approccio avete verso il vostro strumento?
Gianluigi in effetti si ispira molto a Messiah Marcolin, ma, se istigato, potrebbe tirare fuori tutta una serie di cantanti a noi sconosciuti e altri più “di nome”. Comunque è veramente una “fogna musicale”, possiede un numero sbalorditivo di dischi e conosce praticamente qualunque gruppo rock/metal (e non solo) esistente sulla faccia della terra: difficile dire quali siano le sue influenze principali!
Comunque i suoi guru, oltre a Marcolin, sono B. Dickinson, D. Gildenlow, G. Tate, E. Clayton, F.Mercury e M. Patton. Non apprezza affatto invece coloro che usano cantare su note troppo acute, cosa che a suo parere rappresenta solo un’inutile dimostrazione di bravura a scapito dell’espressività.
Federica è il membro del gruppo in cui l’approccio classico risulta più evidente ed infatti non ha alcuna fonte di ispirazione tra i tastieristi: per scelta usa solo il pianoforte (purtroppo, non potendo certo permetterci l’uso di un pianoforte vero dal vivo, usa un piano digitale): non ci piace l’idea di usare una tastiera per imitare i suoni degli strumenti, preferiamo usare strumenti veri e riguardo all’utilizzo di suoni sintetizzati riteniamo che siano inadatti alle atmosfere che vogliamo creare.
Francesca ama particolarmente chitarristi come Randy Rhoads, Criss Oliva, Marty Friedman e Tore Otsby ma, anche nel suo caso, sono forse più evidenti le influenze classiche.
Per quanto riguarda il basso abbiamo deciso di utilizzare il basso fretless per avere una timbrica più vicina a quella degli strumenti classici. Comunque i miti di Andrea sono Randy Coven, Michael Manring (magari!!!), Shawn Malone e tanti altri bassisti molto più bravi di lui (ahahah!!)
Mauro infine… è una bestia che non sa tenere in mano le bacchette e che non sa riconoscere un quattro quarti da un nove ottavi: va fuori tempo anche quando ci dà i quarti all’inizio delle canzoni: presto ce ne libereremo… Scherzi a parte i suoi eroi giovanili sono Mike Terrana, Richard Christy, Zonder, Scott Travis, il buon vecchio Jorg Michael e ovviamente, Scott Columbus (scherzo!).

Nell’ultimo decennio, l’evoluzione della tecnologia e dell’ambiente discografico in generale hanno portato ad una situazione dove il numero delle uscite è aumentato in modo esponenziale: da un lato è meno difficile e più economico registrare un prodotto di buon livello, ma dall’altro si va forse incontro ad una frammentazione del mercato ed al rischio si “perdersi nel numero”.
Come vedete la situazione attuale, e che evoluzioni pensate ci saranno?

Siamo assolutamente d’accordo con te: tutto ciò ha portato ad un terribile appiattimento e ad una grande confusione.
A partire dalla possibilità per quasi chiunque di fare uscire un lavoro che suoni bene grazie quasi esclusivamente alla tecnologia, creando così un’infinità di gruppi immaturi e che, una volta saliti sul palco, risultano tecnicamente inefficaci.
Batterie finte o completamente editate, parti registrate alla metà della velocità, basso campionato, trigger, auto-tune, midi, etc. Questi ameni “trucchetti” ormai conosciuti e attuabili da tutti hanno portato molti gruppi ad assomigliarsi a livello di sound. Non crediamo che ciò giovi al pathos che dovrebbe essere una delle caratteristiche della musica e del metal in particolare: credo che difficilmente si possa sentire battere il cuore di un musicista dietro ad uno strumento non suonato.
Non siamo a priori contro l’uso della tecnologia (sarebbe stupido oltre che anacronistico) ma riteniamo che debba esserci quanto meno un uso razionale, non un abuso. Riguardo all’evoluzione di questa situazione è difficile fare delle ipotesi: la nostra speranza è che, arrivati alla saturazione, si senta l’esigenza di tornare ad una dimensione più umana.

Restiamo in argomento… e parliamo di voi: i Soul Takers hanno già avuto contatti con qualche casa discografica?
Sì, abbiamo avuto alcune proposte da case europee, anche se al momento non c’è ancora niente di concreto… (incrociamo le dita…)

Aspetteremo vostre notizie allora! Eheh, ma secondo voi come sono, basandovi sulla vostra esperienza personale, i rapporti fra le etichette ed i gruppi emergenti?
Purtroppo la nostra esperienza in questo settore è ancora piuttosto scarsa. L’impressione è che le case discografiche, per non rischiare, tendano a tenersi sempre un passo indietro rispetto alle esigenze del pubblico (e che puntino perciò su gruppi “scontati” che ripetano ciò che si sa già che piace) per cui tendono ad avere un atteggiamento molto cauto verso gruppi secondo loro poco commerciali ed a comportarsi più come aziende in crisi alla ricerca di un prodotto industriale sicuro che ad entrare in contatto più profondamente con i progetti artistici proposti e a investire nel futuro.
D’altra parte, vista la situazione del mercato musicale (e metal in particolare) degli ultimi anni, questo atteggiamento è abbastanza comprensibile.

Che progetti avete per il 2003?
In attesa che si concretizzi qualche opportunità stiamo suonando dal vivo e componendo nuove canzoni e parallelamente ogni membro porta avanti attività musicali parallele che esulano dai Soul Takers.

Se poteste scegliere un gruppo qualsiasi, anche famoso, con il quale andare in tour, chi scegliereste?
Tra i gruppi underground ci piacerebbe condividere un tour con gli Edera, un gruppo che stimiamo molto sia dal punto di vista musicale che da quello personale.
Di gruppi famosi ce ne sarebbero a centinaia! Per Francesca e Federica sicuramente il sogno sarebbe andare in tour con i vecchi Helloween (quelli di M. Kiske): difficilmente realizzabile.
Il sogno di Mauro sarebbe condividere un tour con i Virgin Steele. Per Andrea un tour con i Fates Warning o i Pain of Salvation (i Savatage no??) sarebbe la manna dal cielo ed infine Gianluigi desidererebbe ovviamente dividere il palco con Messiah ed i Candlemass oppure con il suo amore giovanile, i Cure.

Bene, siamo arrivati alla fine, come di consueto, vi lascio carta bianca: concludete l’intervista come più vi piace!
Ringraziamo Heavy-Metal.it per questa chiacchierata. Vi aspettiamo a qualche nostro concerto e nel frattempo vi invitiamo a visitare il nostro sito www.soultakers.net
Grazie e a presto !
Possa la Grande Rana essere con voi…

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