Arrivano dalla Lituania, terra fredda e non certo famosissima a livello mondiale per le sue band Heavy Metal, in particolare sulla scena power. La Ledo Takas da anni ormai porta avanti una personale crociata per cercare di portare agli onori delle cronache le migliori band nazionali, e questa volta pare poter mettere a segno un bel colpo firmando questi Soul Stealer. I cinque sono l’emblema del power più classico: capelli lunghi, pizzetto, orecchini, vestiti in pelle. La loro proposta è tutto fuorchè qualcosa di nuovo, però il compito è portato a fondo con diligenza e precisione. Il singer, già voce dell’anno in patria e vincitore in passato delle selezioni per il prestigioso concorso canoro europeo “Eurovision Festival”, quello vinto pochi anni fa dai Lordi in rappresentanza della finlandia tanto per capirci, è decisamente il punto di forza del quintetto, che si muove in sonorità power macchiate quà e là da spunti di keys a volte fuori luogo, a volte ottimi per rendere avvincenti le song.
Jeronimas è una sorta di Rip Owens dalla voce clean, in grado di rendere accattivanti song di per sè molto semplici toccando estensioni che ricordano Morby dei Domine. Non posso pronunciarmi sul songwriting poichè tutti i testi ad esclusione di uno sono in lingua madre, che devo dire non stona in questo contesto, ma certo l’inglese ha un’altra musicalità. Detto ciò si può solamente rimarcare alcuni buoni brani quali la stranissima “Dar Nevelu”, velocissima e con un ritornello che pare uno scioglilingua, o l’ottima “Plastake”. L’inzio dell’album è un mix tra metal classico e power più puro, con tonalità vocali più umane e un cantato decisamente ispirato dai Rhapsody On Fire, mentre con il passare delle canzoni ci si sposta decisamente di più verso sonorità simili agli Helloween degli anni Ottanta e Novanta. E’ come se si premesse sull’acceleratore, anche se le cose migliori vengono proprio dal mix classic-power della prima metà dell’album. Noiosa invece l’immancabile ballata (“Liudesio Miestas”), troppo protratta e priva di mordente emozionale.
Da sottolineare, in chiusura, lo splendido lavoro della casa discografica, che ha preparato ed inviato in giro per il mondo una valanga di promo cd (si parla di 500 solo per le webzine, più tutte le copie per riviste cartacee). Se tutti i gruppi meritevoli potessero godere di tale potenza di lancio la scena metal mondiale forse sarebbe diversa da quella che conosciamo.

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