Per chi mastica quotidianamente hard rock melodico, il nome di Erol Sora rappresenta, in un certo qual senso, una garanzia. Nonostante questo “Demented Honour” sia il suo primo lavoro da solista, Erol può vantare, negli anni, svariate collaborazioni di lusso con Survivor e Quiet Riot, nonché una stretta collaborazione con John Lawton, singer dei seminali Uriah Heep.
Nasce cosi, dalla passione per l’hard rock e per le sue mille sfaccettature, questo primo capitolo di casa Sora, disco costruito, prodotto ed arrangiato con (parecchio) mestiere e savoirfaire. “Demented Honour”, in questo senso, non apporta novità di alcun genere al già nutrito schieramento di compagini hard rock, andando a ricalcare pedissequamente tutti gli stilemi del del caso: riff graffianti, melodie memorabili, soluzioni sempre e comunque pensate e suonate per un audience ben definita e circoscritta. Un modus operandi che, per forza di cose, paga il tributo ai grandi gruppi del passato (Thin Lizzy, gli stessi Quiet Riot), forzando pesantemente la mano su quella fede immortale che lega i fan del genere ad ogni uscita discografica di questo tipo. Nel far questo, comunque, il buon Sora non si dimentica di scrivere ottimi pezzi come “Piece Of Paper”, molto scolastica, e “Rain”, ultimo sigillo del disco che si contraddistingue per una non troppo velata influenza blues. Al di la di questi sparuti episodi, però, “Demented Honour” si segnala come un album assolutamente privo di mordente, al quale mancano anche fantasia ed eterogeneità.
Il classico lavoro che si attesta sul limbo della sufficienza, dunque, e che sicuramente avrebbe potuto ottenere risultati ben maggiori se solo l’estro e l’abilità di Erol fossero stati sfruttati in maniera più consona ed intelligente.

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