I Sonata Arctica sono una di quelle band che seppure oggettivamente “di genere” e dalla proposta
quindi non realmente innovativa riescono ugualmente a intrappolarti nel loro ascolto, e a divertire
come poche altre.
Posso dire di essere ormai un loro fan di lunga data, visto che li ho scoperti con l’uscita del loro
primo album “Ecliptica” ed ero fra i pochi a Milano durante il concerto di supporto a Rhapsody e
Stratovarius nel 2000 a conoscere già a memoria tutte le canzoni della band.
Gli Stratovarius sono sempre stato un paragone scomodo per i Sonata, dato che provengono entrambi dal
nord Europa e il sound è sempre quello del filone del metal melodico. Ma se con il primo album li si
poteva forse tacciare di esserne un clone, col successivo lavoro “Silence” a mio avviso ciò non è
più fattibile (a dire il vero per conto mio non lo era neanche prima, anche perchè pure gli Stratovarius
non hanno assolutamente inventato nulla). Infatti Tony Kakko e soci si sono spostati su sonorità  più
ragionate e melodiche, rientrando quasi nel class metal più che nel calderone power.
Summa di questi due lavori è questo live, registrato durante il tour che ha toccato il paese del Sol
Levante, in cui i Sonata Arctica hanno riscosso un successo davvero inaspettato, e infatti bonus track
ed edizioni speciali e limitate create apposta per il Giappone si sprecano.
E cominciamo a parlare del disco proprio parlando della bonus track, che purtroppo non è presente nell’edizione
che si può acquistare in Italia. Capisco tutte le politiche di commercio e tutto il resto, ma è assolutamente
scandaloso che una canzone così bella come “The Power of One”, forse la migliore di Silence, sia relegata
come bonus track. In compenso fra le altre 12 tracce possiamo trovarne anche una inedita per l’Europa, ovvero
“Respect the Wilderness” che era la bonus track dell’edizione (guardacaso) giapponese di Silence. Comunque
queste 12 tracce sono davvero ben realizzate (ma questo già  si sapeva), e soprattutto ben suonate.
Infatti è un buon live, le canzoni rendono tutte bene ma non sono identiche al 100% a quelle da studio;
unica nota meno positiva è il cantato di Kakko che alle volte proprio non ce la fa.
E posso confermare anche per quanto sentito da me nel tour di Silence. “Wolf and raven” è sicuramente
la prova più lampante di certe carenze del vocalist in sede live, e infatti io non capisco perchè si ostini
da studio a mettere tutti questi acuti nelle linee vocali. Non ce n’è assolutamente bisogno. Le canzoni
sono sicuramente molto belle e tali rimarrebbero. Purtroppo mi sa che non riuscirò mai a vincere questa mia
battaglia contro gli acuti, ma tant’è ci provo lo stesso.
Tornando a parlare di Songs of Silence (titolo davvero bello a mio avviso), come per ogni live bisogna giudicare
la “prestazione” del pubblico. Purtroppo non mi sembra sia stato microfonato e amplificato abbastanza, e si sente
bene solo negli intro e negli outro, a parte pezzi come la splendida Fullmoon, oppure Replica, in cui la partecipazione
è maggiore. Noi italiani siamo molto più calorosi nella partecipazione ehehe. Comunque si poteva anche fare molto peggio,
non disperate.
Passiamo ora al capitolo “Ma insomma, li vale oppure no i miei soldi?”.
Risposta: se siete fan sicuramente si. Se non li conoscete ma vi piacciono certe sonorità  melodiche, si, è un ottimo
metodo per conoscerli. Se avete un solo album e vi piaciucchia, forse è meglio che prendiate prima quello che vi manca.
Tutto questo a prescindere dall’effettiva inutilità  di fare uscire un album live dopo solo due dischi all’attivo, e al solito
consiglio a cercare prima i fondamentali unanimamente riconosciuti (Blind Guardian, primi Helloween, primi Gamma Ray, ecc ecc)

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