Pubblicato nel 2004
www.sonataarctica.info

Bene bene bene. Sebbene su un EP di quattro canzoni solo due siano effettivamente loro, sembra proprio che il prossimo “Reckoning Night” proseguirà quanto mostrato nel superlativo “Winterheart’s Guild”.
A dirla tutta non vi è un salto, dal lato compositivo, pari a quello che vi fu l’anno passato con il disco sopracitato, però come detto trattasi semplicemente di un singolo, niente impedisce di pensare che l’album vero e proprio contenga altre piacevoli sorprese.
Parlando più in dettaglio di questi due nuovi brani, possiamo dire che entrambi alternano parti più veloci a parti più lente e cadenzate, mentre è sempre presente l’ormai inconfondibile gusto melodico che i Sonata Arctica possono vantare, con ritornelli e melodie davvero eccelsi. Tra le due probabilmente la più immediata è “Ain’t Your Fairytale”, che colpisce sin dal primissimo ascolto, mentre “Don’t say a word” esce più alla distanza, riuscendo comunque a convincere l’ascoltatore.
Sulle due cover, la prima dei Depeche Mode e la seconda dei Vanishing Point, non mi esprimo più di tanto dato che non conosco le versioni originali, posso solo dire che mi sembra meglio arrangiata e in definitiva più azzeccata “Two minds, one soul”, perchè “World in my eyes” soffre un po’ troppo il passaggio da elettronica a chitarre distorte, sebbene i sintetizzatori di Henrik Klingenberg (e di Tony Kakko, perchè no?) siano usati pesantemente.
E ora, attendiamo tutti Reckoning Night.

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