10 brani. Gli SNP in questi 10 pezzi han raccolto tutta la rabbia che si portavano dentro, tutto l’odio di cui disponevano e l’hanno riversato in musica.
Vogliamo parlare delle capacità vocali di Reggy? Non c’è un granchè da dire, a parte che si esibisce in uno scream tecnicamente perfetto, in equilibrio tra Extrema e Pantera (a tratti rimanda ai Cappanera), senza perdere nulla in espressività ed emozioni.
State pensando alla qualità musicale?Ineccepibile. Questi ragazzi suonano bene, veramente bene: nessuna sbavatura, niente incertezze, solo un inarrestabile incedere di chitarra distorta, batteria e basso suonati con evidente talento. Gli assoli sono stupefacenti, memorabile quello di “Disorder in my eyes”.
Solitamente a questo punto salta fuori la magagna sul parametro “fantasia nella composizione”. Bhè, vi sorprenderò, o meglio lo faranno gli SNP. A parte i richiami alle band storiche succitate, ma quelli son quasi inevitabili visto il genere, ogni pezzo è nuovo, originale, nato, cresciuto e suonato dagli SNP senza pescare dal bacino del “già fatto da” nemmeno per sbaglio.
Citare uno o più brani come caldamente consigliati è impossibile, in primis perchè ognuno è un pezzo carico di significati e da ascoltare fino all’ultima nota, poi perchè preferirne uno o più agli altri significa sminuire quelle songs che rimangono fuori dalla lista, almeno a livello inconscio, e la mia intenzione è quella di consigliarvi l’ascolto di questo album senza pregiudizi nè aspettative a parte quella di ascoltare un ottimo album, per farvi poi un’opinione vostra.
Da non sottovalutare il contributo di Lost Sound rec e dello studio L’Arte del Suono che hanno fornito alla band una registrazione e una produzione di altissimo livello.
Io li terrei d’occhio, promettono grandi cose nel loro prossimo futuro

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