Piccoli Europe crescono, si potrebbe dire. Le similitudini tra questi Slaves To Fashion e la band di Joey Tempest non sono poche: entrambi provenienti dalla scandinavia, entrambi fautori di un hard rock melodico dal giusto potenziale radiofonico e ci fermiamo qui per non proseguire con l’elenco della spesa.
Già transitati dalle pagine di Heavy-Metal.it in occasione del loro Ep d’esordio, i norvegesi incorporano nella loro prima uscita sulla lunga distanza tre brani su quattro provenienti proprio dall’omonimo debutto, integrandoli con altri 7 di nuova fattura. Ciò che si nota è una sterzata verso territori più duri, quasi a voler inseguire la direzione intrapresa proprio dai riformati Europe, ma va detto che gli Slaves To Fashion non sono una copia carbone degli svedesi.
Entrando nello specifico di “Artistic Differences”, la canzone che porta il nome di Made To Meet My Eyes si candida a pieni voti come migliore traccia dell’intero album con una parte centrale fortemente atmosferica ed un ritornello semi-orientaleggiante. Buona anche l’apertura affidata a Love You Back, mentre il singolo Mrs. Hero sembra promettere tanto per poi non riuscire a decollare. Stessa sorte per Superstar (I Want Out) ed Out Of Here, tracce tutto sommato relativamente anonime.
Arrivati alla conclusione del primo lavoro completo a firma Slaves To Fashion la sensazione è quella di un disco con alti e bassi in cui, per fortuna, prevalgono i primi. Rispetto al precedente Ep di debutto si nota una crescita artistica di buon livello e, in generale, dei miglioramenti non da poco, ma la strada da percorrere è ancora lunga e ci auguriamo che questo sia solo il primo passo verso un buon successo.

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