“An elixir for existence” e’ il secondo lavoro dei Sirenia di Morten Veland, dopo il buon “At sixes and seven” uscito un paio di anni fa. Il buon Morten continua lungo la strada che aveva intrapreso coi Tristania (di cui era il mastermind) e che i Theatre of Tragedy avevano aperto: un gothic molto orchestrale con le classiche voci in stile “cappuccetto rosso e lupo cattivo”.
Cio’ che Morten aggiunge sono pero’ delle forti colate di elettronica, degli stacchi con forti influenze black, dei cori quasi “sacrali”, e questa volta la miscela riesce parecchio bene (meglio dell’ultima volta)!

L’opener “Lithium and a lover” e’ un macigno levigato: muri di chitarre, tastiere melodicissime, la voce maschile estrema, ma comunque melodica, a cui fanno da contrappunto dei cori che ricordano i “canti da chiesa”, il tutto scorre in maniera a dir poco fluida!! Pollice alto anche per la successiva “Voices Within”, ancora piu’ teatrale e con delle parti al limite del black (sentite la batteria nella parte iniziale!!!), e’ incredibile che dei pianoforti si amalghino a queste sonorita’, eppure tutto questo accade!
“A Mental Symphony” richiama molto i pezzi del precedente lavoro (pure troppo, per dirla tutta…), piacevole, ma sa di gia’ sentito… La quarta traccia, “Euphoria”, si apre con uno stacco elettronico quasi ebm, sul quale poi pero’ subentrano delle chitarre poderose, in seguito il pezzo si allineera’ allo stile degli altri, ma il risultato e’ non poco soddisfacente!!
Potrei andare avanti cosi’ per molto, i pezzi restano su questo stile, mi limitero’ percio’ a citare anche “Save me from myself”, brano molto piu’ atmosferico e meno violento (non a caso le voci sono pulite) e la conclusiva “Seven sirens and a silver tear”, evocativo pezzo basato praticamente tutto sulle tastiere e dei vocalizzi in sottofondo, l’esperimento pero’ e’ piuttosto riuscito!!
Una piccola nota la merita anche la produzione, molto potente e pulita, valorizza parecchio i brani…

Insomma, le potenzialita’ che lo scorso disco dimostrava si sono realizzate, e tutti gli appassionati del gothic (soprattutto di questo tipo di gothic) non dovrebbero farsi sfuggire questo disco!
Non assegno un voto piu’ alto di quello che vedete sopra solo perche’ alla fine qua non c’e’ nulla di particolarmente innovativo e ormai questo genere e’ un po’ saturo, tutto cio’ pero’ non toglie che “An elixir for existence” resti un disco validissimo, e che in questo genere era un po’ che non usciva un disco cosi’ valido…

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