Immaginate quattro brasiliani cresciuti pane e Napalm Death a corto di idee che decidono di dare alla luce un disco grind ed affidano la stesura delle liriche ad un dodicenne colto da smanie anarchiche ed anticapitalistiche…un po’ di fantasia e vi sarete fatti un’idea di “Subversive By Nature”, primo full lenght dei Siege Of Hate.

Una volta partita l’opener “Say Your Prayers” l’impressione può essere quella di trovarsi al cospetto di un normalissimo lavoro di grind vecchio stampo, appena sufficiente, che nulla toglie e nulla aggiunge a ciò che è stato fatto fino ad ora.
La mediocrità è, però, in agguato e come un macigno si abbatte sul disco dopo le prime tracks sottoforma di prevedibilità e scelte scontate. Il banale approccio lirico, che a tratti fa preferire i manuali della necrofilia dei colleghi più “audaci”, è da dimenticare. Dopo quindici (per essere buoni) dei trenta minuti della durata dell’album il lettore sembra essersi inceppato tanta è la ripetitività dei riff sfoggiati dai SOH.
Forse tutto ciò è, però, un vantaggio se si considera che appena la band azzarda mutazioni stilistiche si ha come risultato brani della fattura di “Trust” o “Future Is Your Gift” al confronto con le quali il resto della tracklist fa un figurone…il che è tutto dire.

Sebbene l’introduzione sarcastica della recensione non rispecchi a pieno la realtà dei fatti, ha l’utilità di esserne una buona approssimazione, ma soprattutto, la volontà di essere un avvertimento anche agli amanti incalliti del genere di evitare acquisti inutili e virare altrove.

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