Già all’attivo da dodici anni, i Siebenbürgen sono ormai arrivati al quinto album. Nonostante il loro nome non sia tra i più conosciuti in ambito estremo, gli svedesi sono sempre stati appoggiati da Napalm Records e dopo tanti anni possono contare su una certa esperienza, che gli assicura una discreta padronanza in sede studio. In “Darker Designs & Images” si impone nuovamente il black melal imbevuto di sinfonie e atmosfere vampiresche, che tentano di calare un sudario horrorifico su tutti i brani. In questo tentativo, ad intralciare la base strumentale si intromette la voce di Marcus Ehlin, che con il suo timbro basso, stridulo e monocorde non accompagna in modo adeguato l’umore delle chitarre. È da attribuire alla voce parte del limite di questa nuova opera dei Siebenbürgen, che qua appaiono una copia sbiadita, sicuramente meno caratteristica, dei britannici Cradle Of Filth. Un altro fattore importante della non riuscita di questo lavoro è la pochezza del songwriting, che non è minimamente paragonabile a quello vario e sempre ispirato degli inglesi (specie se si pensa ai loro capolavori passati). Le tastiere iniziali confondono sull’aspetto di questo album, preannunciando sfumature in linea col gusto gotico, magari poggianti su basi oscure e oniriche; in realtà questo lavoro, a parte uno screaming forzato e qualche arpeggio più tenebroso molto raro (l’inizio di “Remants Of Ruins” o il finale “Summoner Of The Unseen” sono due rari esempi), non ha niente delle atmosfere crepuscolari del black metal o anche solo del più vellutato gothic.
Le chitarre amano maggiormente andature power (alla Nightwish per intendersi, ma senza la loro particolarità) e si distaccano subito da quel cielo plumbeo che in copertina fa prevedere melodie romantiche e burrascose. L’unico elemento apprezzabile è la voce di Erika Roos, che da sola non riesce a risollevare le sorti di questi brani (considerata la sua mancata presenza in tutte le tracce). Peccato, un ritorno dopo quattro anni di silenzio avrebbe dovuto portare con sé maggior ispirazione, e “Darker Designs & Images” denota una carenza complessiva di idee originali e genuine. Gli svedesi, prima di proclamarsi bardi delle loro terre ricche di leggende e miti (come si legge nel loro sito) dovrebbero chiarire la direzione della propria musica. Così forse potrebbe approdare su lidi più sicuri.

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