Mai split fu così felice. E sì, chissà quanti di voi invece saranno stati quasi
disperati alla notizia ormai di ben oltre un anno fa dello scioglimento degli
Angra. Loureiro e Bittencourt da una parte, a proseguire poi in seguito con gli
Angra… e Matos, Confessori e Mariutti dall’altra, a non si sa far cosa. Ed ecco
finalmente svelato anche questo arcano, ecco coloro che si promettono di essere
i veri proseguitori di quanto di buono mostrato dai vecchi Angra, ecco gli Shaman!
A dire il vero a proseguire su una buona, anzi ottima strada già ci avevano pensato
Kiko e soci, ma nel dubbio sempre meglio abbondare. Infatti anche gli Shaman si
rivelano essere un gruppo davvero buono e che propone un power metal personale e
caratterizzato dalla sempre bella e particolare voce di Andrè Matos, sulla scia
di quanto sentito in Holy Land piuttosto che in Fireworks. Comunque non è un vero
e proprio seguito, anche se le forti componenti etniche brasiliane sono indubbiamente
presenti, come nella stupenda “For tomorrow”, con tanto di intro con flauto e chitarra
acustica. Ma si lascia spazio anche alle ormai classiche power song, anche se
quando si ha a che fare con gli Angra – pardon – Shaman non ci si può non aspettare
qualcosa di maggiormente ricercato e raffinato. L’opener “Here I am”, “Time will
come” oppure “Blind Spell” ne sono perfetti esemplari e sprigionano energia, potenza
e solarità da tutti i pori. Tutto è infatti caratterizzato dalla melodia, e alle volte
si sperimenta anche qualcosa di diverso, dolce e lento ma diverso dalla solita ballatona
romantica. “Fairy Tale” è un titolo più che esplicito per quella che risulta una perfetta
rappresentazione di una favola raccontata la sera ad un bambino che comunque non ama
propriamente le cose “tranquille”. In questo continuo altalenarsi di sonorità ma
soprattutto di ritmiche ecco che troviamo anche l’aggressiva “Over your head” che
sebbene non parta benissimo ha un finale clamorosamente azzecato.
Ma questa forse è una metafora per il disco intero: non in senso di tracklist, sia
chiaro, ma piuttosto in senso temporale, di ascolti. Sebbene sia come già detto un album
fortemente melodico e con una marcata radice power, ci sono così tante variazioni
sul tema, tanti orpelli, abbellimenti e impreziosimenti che non lo rendono, a differenza
di altri album ,pesante e inutilmente pomposo. Semplicemente dilatano i tempi per
apprezzarlo e capirlo appieno. E’ un disco che va ascoltato e “sminuzzato” con le orecchie
a fondo, attentamente, con cura. E allora non ne rimarrete delusi.
Gli Angra si son sciolti. Gli Angra son rinati. Gli Shaman sono nati: evviva gli split!!

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