Ennesima operazione discutibile per la Magna Carta, ultimamente davvero (troppo) impegnata in produzioni dallo scarso valore professionale ed ideologico.

Prima di passare alla Inside Out, vera e propria etichetta di punta del settore prog, gli Shadow Gallery hanno inciso ben quattro album per la label americana, protagonista e promotrice di questo best of a titolo “Prime Cuts”. In tutto dodici composizioni tratte, ad esclusione della sola ed inedita “Rule The World” in versione demo, in maniera fedele dai primi quattro lavori della compagine statunitense, senza che vi siano state apportate nuove soluzioni di mastering o miglioramenti del suono in generale. Messa in questi termini, “Prime Cuts” può essere tranquillamente snobbato da chi già conosce la band ed ha acquistato i lavori originali, visto che l’inclusione di una sola traccia inedita in versione demo non può giustificare l’intera spesa. Lo stesso discorso è valido anche per i neofiti, ai quali è obbligatorio consigliare l’approfondimento diretto della discografia degli americani e dei loro capolavori conclamati come “Tiranny” e “Legacy”.
Un’uscita trascurabile, dunque, che ha il solito pregio di omaggiare una compagine rimasta all’ombra del successo planetario di acts come Dream Theater e sempre in grado di colpire nel segno con ogni nuova uscita discografica. Affascinati dai Rush ma in parte distanti e diversi da loro, gli Shadow Gallery continuano a produrre dischi significativi e, sinceramente, non hanno ancora bisogno di operazioni di questo tipo, in cui mancano tutti gli elementi fondamentali del miglior best of di riferimento…

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