UNLEASH THE POWER FEST

  • Seventh Wonder
  • From The Depth
  • Raising Fear
  • Cromo
  • Sixty Miles Ahead

Barrio’s Café – Milano 14 aprile 2012
Quattro gruppi emergenti per la serata milanese del concerto dei Seventh Wonder.
Tocca ai SIXTY MILES AHEAD ad aprire le danze, band autrice di un hard rock dal piglio decisamente moderno. Benché questi ragazzi abbiano solo alle spalle solo un EP, intitolato “Blank Slate”, si dimostrano veramente professionali e cazzuti, autori di un’ottima performance grazie anche ad uno strepitoso cantante.
I CROMO sono invece alfieri di un sound più classico, a cavallo tra heavy e hard rock, che affonda le radici direttamente negli anni ‘80. Discreta prestazione del quartetto milanese che propone i brani del loro EP “Unchained” alternati a cover.
Grande prestazione per i RAISING FEAR, band dedita ad un metallo feroce a cavallo tra classic e thrash. Davvero imponente il muro sonoro delle chitarre che si producono in riff taglienti dall’headbanging assicurato. Metallo puro e incontaminato per la gioia di tutti i defenders! Ottima impressione per chi, come il sottoscritto, non aveva mai avuto modo di vederli dal vivo.

FROM THE DEPTH
I parmigiani From The Depth sono tra le band più attive nel panorama live italiano. Dopo concerti su e giù per la penisola, e l’importante tour coi Rhapsody Of Fire, i nostri hanno un’altra ottima occasione di mettersi in mostra aprendo per i Seventh Wonder.
Si vede che l’intensa attività live ha giovato a questi ragazzi, che sfoderano una prestazione compatta e convincente.
Lo show inizia con Our Music Our Soul che è un po’ il manifesto dei From The Depth, fautori di un power metal che fa della freschezza e della melodia le sue armi vincenti.
L’inno Live For Today cattura subito il pubblico grazie al forte impatto melodico e alla sua ritmica trascinante. Arrembante, la veloce Don’t Forget Who You Are, da manuale del power melodico, grazie a tastiere vorticose e a un coro da cantare fin da subito. Sulla stessa scia The Will To Be The Flame, che si fa apprezzare per le belle melodie anche in fase solista, ad opera del tastierista Davide Casto e del chitarrista Alessandro Cattani.
C’è spazio anche per un paio di cover: l’inno dei Judas Priest Metal Gods, riproposta à-la From The Depth, e il classico degli Stratovarius Black Diamond, decisamente nelle corde dei nostri.
Nothing To You, uno dei brani più convincenti del debutto (e per ora unico album) “Back To Life”, chiude uno show davvero riuscito per la compagine emiliana che riceve il giusto consenso da parte del pubblico. Ben fatto.

Setlist:

  • Our Music Our Soul
  • Live For Today
  • Don’t Forget Who You Are
  • Metal Gods (Judas Priest cover)
  • The Will To Be The Flame
  • Black Diamond (Stratovarius cover)
  • Nothing To You

 

SEVENTH WONDER
Concerto davvero emozionante quello dei Seventh Wonder! Senza ombra di dubbio. Tecnica, melodia, prestazione di prim’ordine. Questo, in estrema sintesi, è quello che ha offerto lo show della band svedese.
Quantomeno curiosa la scaletta, incentrata maggiormente sul penultimo album “Mercy Falls” (2008), relegando a un paio di brani la presentazione dell’ultimo “The Great Escape”. Poco male, visto che “Mercy Falls” è il mio disco preferito della band!
Quando i nostri iniziano a suonare, proponendo Wiseman, si nota da subito un’acustica decisamente buona; a voler essere pignoli, giusto il volume della tastiere è risultato leggermente basso. Wiseman è per l’appunto l’opener dell’ultimo “The Great Escape” (ormai datato 2010) e mette subito in risalto la classe dei Seventh Wonder che miscelano le loro trame intricate con ampie melodie, supportate dalla superba voce del cantante Tommy Karevik. Anche la lunga Hide And Seek si mantiene su queste coordinate, alternando una ritmica possente, a melodie ariose guidate dalla voce e dalle tastiere. Altra hit, la grandiosa Welcome To Mercy Falls, capace di esaltare il pubblico del Barrio’s.
Banish The Wicked è invece uno dei brani tratti dall’album “Waiting in the Wings”: pezzo forte che mette in risalto lo scatenato bassista Andreas Blomqvist, supportato dal compagno ritmico Stefan Norgren. Pregevole il solo di chitarra di stampo classico che si alterna alle tastiere “spaziali” di Andreas Söderin.
Momento toccante e struggente con la riproposizione della ballad (anche se definirla ballad è alquanto riduttivo!) Tears For A Father che infiamma i cuori dei ragazzi del Barrio’s! Grande prova ed interpretazione da parte di Tommy Karevik, supportato dai cori del pubblico.
A Day Away è sicuramente uno dei brani più easy (per gli standard della band) dei Seventh Wonder, con la melodia del canto nuovamente protagonista. Taint The Sky, col suo caratteristico solo di basso nel finale, ci riporta sui sentieri musicali tipici dei porg metallers svedesi, mostrando tutto il repertorio dei nostri.
Unbreakable e, soprattutto, The Edge Of My Blade infiammano il Barrio’s, generoso di applausi e incitamenti. Si chiude la prima parte dello show.
I Seventh Wonder tornano però on stage per i bis chiamati a gran voce dai fans. Riproposto il classico dei Queen I Want It All, acclamato da diversi ragazzi del pubblico. Momento magico con la dolce One Last Goodbye, con Karevik di nuovo sugli scudi, supportato però all’unisono dal coro dei ragazzi del Barrio’s! The Black Parade chiude definitivamente lo show e io mi sposto a lato del palco per ammirare il drumming potente e articolato del batterista Stefan Norgren, autentico mostro dietro le pelli. Ma è tutta la band ad offrire una prestazione pressoché perfetta, degna degli act più blasonati del settore.
Un concerto che rimarrà a lungo presente delle menti dei ragazzi che hanno assistito allo show dei Seventh Wonder, band ormai di punta del movimento prog metal mondiale.

Setlist:

  • Wiseman
  • Hide And Seek
  • Welcome To Mercy Falls
  • Banish The Wicked
  • Tears For A Father
  • A Day Away
  • Taint The Sky
  • Alley Cat
  • Unbreakable
  • The Edge Of My Blade
  • I Want It All (Queen cover)
  • One Last Goodbye
  • The Black Parade

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