Peocio, Trofarello (TO) – 16 Novembre 2013

Live-report by Perf
Photo-report by Epizumia

Tour europeo, che ha toccato diversi paesi del Vecchio Continente, per questa inedita coppia ital-brasiliana formata Secret Sphere e Almah. I primi in evidente stato di grazia dopo la pubblicazione dell’acclamato “Portrait Of A Dying Heart” (2012), grazie anche ad una line-up molto forte e ormai affiatata (probabilmente la migliore nella loro storia). I secondi freschi dell’uscita del loro nuovo quarto studio album “Unfold” (in verità non ancora pubblicato ma disponibile per le date del tour).
Vorrei citare anche in gruppi d’apertura che purtroppo, per problemi d’orario, non ho potuto vedere: i triestini Sinheresy e gli Overtures da Gorizia (band power di cui ho potuto ascoltare gli ultimi minuti di show e che mi ha favorevolmente impressionato).

ALMAH
Gli Almah, per chi ancora non li conoscesse, sono la band capitanata da Edu Falaschi, ormai ex cantante degli Angra. I ragazzi carioca sono in Europa (e in Italia con ben tre date) per presentare il loro imminente album “Unfold”.
Spesso criticato per le sue prestazioni poco convincenti dal vivo con gli Angra, Falaschi ha l’occasione di riscattarsi con la sua creatura: onestamente il biondo singer brasiliano è molto più a suo agio con i brani degli Almah, ed ha modo di mostrare al pubblico il suo stile decisamente più vario di quanto non fosse quando militava nella band di Loureiro e soci.
Gli Almah decidono di presentare i brani più d’impatto del loro repertorio. Hypnotized e Living And Drifting ne sono un esempio: ottimo groove creato da una precisa sezione ritmica, con la voce di Falaschi decisamente incattivita. Molto bravi, anche in fase solista, i due chitarristi Marcelo Barbosa e Gustavo Di Padua. Da subito si percepisce come i musicisti ci sappiano davvero fare, riuscendo a coinvolgere il pubblico presente. Il suono è piuttosto buono anche se il volume del microfono di Falaschi e un po’ troppo basso rispetto agli altri strumenti e spesso la sua voce viene sovrastata. Poco male, il cantante brasiliano è comunque artefice di una più che discreta prestazione.
Lo show prosegue con i brani tratti da tutti e quattro gli album della band, tra cui gli inediti (per molti dei presenti) da “Unfold”, come la groovy Hostage e la catchy Raise Of Sun, che pur mantiene un piglio decisamente metallico. C’è anche spazio per il passato di Falaschi con il classico degli Angra Heroes Of Sand, riproposto in maniera sicura e convincente.
Simpatico siparietto in chiusura in cui gli Almah eseguono a sorpresa la melodica Breathe (dal primo omonimo album) dedicata a un fan bresciano venuto apposta per sentire questo brano. Lo show termina definitivamente con la tellurica King, sempre dal debut album, in grado di scuotere il pubblico del Peocio.
Prestazione quindi più che positiva per Falaschi e soci, che si presentano nel migliore dei modi al pubblico italiano. Bravi.

Setlist:

  • Hypnotized
  • Living And Drifting
  • Hostage
  • Beyond Tomorrow
  • Days Of The New
  • Zombies Dictator
  • Birds Of Prey
  • Heroes Of Sand (Angra cover)
  • Torn
  • Raise Of Sun
  • Trace Of Trait
  • Breathe
  • King

SECRET SPHERE
I Secret Sphere rispetto al passato hanno intensificato di molto la loro attività live e questa sera hanno la possibilità di confermarsi nuovamente al top di fronte al pubblico torinese.
La prima parte dello show della band emiliano-piemontese è incentrata sui brani dell’ultimo “Portrait Of A Dying Heart”. Dopo la consueta intro partono le note di X: la band sembra da subito in palla, dimostrando che la coesione e l’affiatamento guadagnato esibizione dopo esibizione, hanno dato i loro frutti.
Davvero bravi tutti i musicisti che riescono a suonare al meglio brani come Healing, The Fall e il singolo Lie To Me, molto amato dal pubblico. Da sottolineare anche il perfetto amalgama tra il cantante Michele Luppi e il chitarrista Marco Pastorino, che si destreggia egregiamente anche alla seconda voce, riuscendo a dare il giusto apporto agli intrecci vocali dei pezzi. Al solito sugli scudi il chitarrista solista Aldo Lonobile, padrone della scena con la sua sei-corde, supportato da una sezione ritmica di primordine.
La seconda parte del concerto presenta invece i brani dai prendenti album dell’era Messina: al solito vincente la catchy Mr. Sin, da “Archetype” anche se il pubblico si scatena con il classico Legend, sicuramente uno dei brani più amati dai fans della band che cantano il pezzo assieme all’istrionico Luppi. Gradita sorpresa anche la riproposizione di Dance With The Devil da “Heart & Anger”, brano non suonato spessissimo ma dal refrain molto trascinante.
Lo show si chiude con Lady Of Silence, cazone articolata ma con una splendida melodia e un coro da cantante a squarciagola. La band ha l’occasione di mettersi in mostra e salutare degnamente il pubblico.
Per il bis, che sancisce definitivamente il termine dello show, la band ripropone nuovamente Lie To Me. Solitamente non approvo questo tipo di scelta visto che i Secret Sphere hanno all’attivo sette album, tutti di più che buona fattura da cui pescare ottimi brani. Però questa sera l’esperimento è venuto davvero bene: il cantante Michele Luppi si scambia col tastierista Gabriele Ciaccia che diventa il lead singer per questo brano. Poi tutte le altre band vengono invitate a salire sul palco per salutare il pubblico. Ed è così che, nella baraonda più totale, il concerto diventa una festa, con una ventina di persone onstage! Grande divertimento e sano cameratismo a suggello di una serata davvero ben riuscita.
I Secret Sphere dal canto loro si confermano una delle band di punta del panorama italiano ed europeo, grazie ad ottimi dischi ed esibizioni come queste.

Setlist:

  • X
  • Healing
  • Union
  • The Fall
  • Lie To Me
  • Wish & Steadiness
  • Mr. Sin
  • Legend
  • The Scars That You Can’t See
  • Dance With The Devil
  • Lady Of Silence
  • Lie To Me

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