Sean Malone è, per chi non lo conoscesse, uno dei più grandi bassisti del metal. Divenuto celebre per aver militato nei Cynic, ai tempi del fondamentale “Focus”, e per numerose collaborazioni e side-project, nel 1996 pubblicò il suo primo album solista, per la sconosciuta Audioimage records.
Ora la Laser’s Edge ha deciso di ristampare l’album per offrirgli una maggiore visibilità.
Premettiamo che qui di metal c’è n’è davvero poco. La fusion ed il progressive sono i generi che formano quest’album.
Le immense doti tecniche di Malone sono messe in evidenza in quasi tutte le tracce, ed alla lunga ciò rischia di stemperare gli ottimi frangenti in cui la musica e le emozioni la spuntano in un marasma di riffs, stacchi, fraseggi ed assoli.
Nonostante ciò quando la classe c’è, ovviamente, si vede.
L’iniziale “Controversy” ci proietta in un sound carico di groove, per passare poi a “Splinter”, unico brano in cui la componente metal diviene più rilevante, salvo lasciare il posto ad una fusion molto energica.
Fondamentale l’apporto in questo brano del chitarrista Geoff Caputo.
Sono molte a dire il vero le collaborazioni di cui Sean Malone si servì , a partire da Sein Reinert, drummer proprio di quegli indimenticati Cynic.
Altre figure piuttosto importanti sono Reeves Gabriels, chitarrista noto per le sue collaborazioni con David Bowie e nientpocodimenochè Trey Gunn, guitar-hero dei fondamentali King Crimson.
Grandi musicisti insomma, che apportano varietà e freschezza in un Cd che rischierebbe altrimenti di essere eccessivamente ermetico.
Una track-by-track completa sarebbe inutile, mi limito dunque a segnalare due interessanti cover: “Giant steps” ed “Uniquity Road” , rispettivamente di John Coltrane e Pat Metheney.
Altra divertente idea è quella di coverizzare J.S.Bach in “Sinfonia” esperimento riuscito e davvero godibile.
Nel complesso insomma un album un po’ ostico, che non si apre facilmente a soluzioni orecchiabili, infarcito di grandi collaborazioni e di una grande tecnica. Se volete avvicinarvi a generi strumentali diversi dal metal, vi consiglio l’ultimo dei Morglbl Trio, senza dubbio più freschi, e se siete stati fan dei Cynic questo lavoro di Malone solista potrebbe non piacervi.
UN ultimo appunto. Abbiamo detto che qui di metal o rock neanche l’ombra.
Allora che l’etichetta cerchi di sfruttare il nome di Malone per farsi pubblicità nel canale metal anzichè rivolgersi alle riviste del settore?

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