A Mano a mano, un pò alla volta, tutti i gruppi che hanno reso grande la nostra musica, che ci hanno fatto sognare giorni e nottate intere, da soli e in compagnia, lentamente svaniscono, si trasformano, fino a si sciogliersi per sempre. Non basta immortalarli nei poster o sui CD e dopotutto è nella natura delle cose. Banalmente, tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Arriva il momento in cui per forza o per scelta si deve dire basta, e quando a dire basta non è un gruppo qualsiasi ma vere e proprie leggende viventi come gli Scorpions, allora fa davvero male, ed è un po’ come se ci lasciasse una parte di noi.
“Sting In The Tail” è il capitolo finale di una carriera lunghissima, costernata di dischi e canzoni memorabili. Una decisione dura, sofferta e anche un po’ inattesa quella del quintetto di Hannover che proprio negli ultimi anni sembrava aver trovato l’equilibrio giusto inanellando una serie di buoni dischi uniti alle solite memorabili performance live (vedi Wacken 2006).
Il colpo di coda degli Scorpions è un disco più fresco e graffiante di quanto fosse lecito attendersi e che riporta direttamente ai fasti e alle sonorità di “Blackout” e “Love At First Sting”. Materiale scoppiettante quindi nel puro stile degli scorpioni. Elencare i titoli a questo punto potrebbe sembrare solo un superfluo esercizio di stile, ma per la cronaca possiamo dire che pezzi come “Raised To Rock”, “Slave”, “Let It Rock!”, “No Limit”, anche se nulla aggiungono o tolgono a una carriera da incorniciare (recentemente premiata con la Hall Of Fame), costituiscono il regalo d’addio migliore che gli Scorpions potessero fare ai propri fan, i quali non chiedevano altro che sentire ancora una volta le chitarre ruggenti targate Schenker/Jabs e l’ugola di Meine svettare incontrastate in un magma di energia.
Proprio la vitalità che questo lavoro sprigiona da tutti i pori lo colloca un gradino più in alto rispetto alla concorrenza e lo rende più simile ad un disco d’esordio piuttosto che all’ultimo capitolo di una saga memorabile.
Il disco si conclude sulle note di una splendida power ballad la quale dice che “il meglio deve ancora venire”. Noi non ne siamo tanto sicuri. Grazie Scorpions!

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