Pionieri della NWOBHM e leggende viventi per i fan dell’ Heavy Metal, i Saxon sono da non molto usciti sul mercato con un nuovo album, “Call To Arms”, che ha saputo tenere fede alle aspettative. Nel tardo pomeriggio di martedì sono stato quindi ospitato sul tour bus da Biff per una allegra chiacchierata sul passato, presente e futuro della band che si è rivelata molto interessante…

Ciao Biff, benvenuto su H-M.it! Sembrerebbe che con questi ultimi album stiate rivivendo una sorta di seconda giovinezza, sbaglio o siete anche tornati molto al vecchio sound anni ’80?

Biff: Si, senza dubbio, con questi ultimi lavori è molto forte la sonorità degli anni ’80.

Solitamente scrivi molte liriche basate su eventi storici, in particolare sulla guerra. E’ una tua particolare passione?

B: Mi piace la storia e penso che la guerra ne costituisca una grossa parte. In particolare scrivo di soldati, anche se nell’ultimo lavoro abbiamo più argomenti mischiati come “Ballad Of The Working Man”, “Surviving Against the Odds” o “Chasing the Bullet”.

C’è un brano che ha un significato particolare per te?

B: No davvero! Forse “Ballad Of The Working Man”, che ha un forte significato per quanto riguarda la storia inglese.

Parlando di anniversari quest’anno ricorre quello di “Denim & Leather”, che festeggia trent’anni… Avete in mente qualcosa di speciale come avete fatto in Giappone o allo Sweden Rock Festival?

B: Non stasera, anche se suoneremo un pò di canzoni da quell’album come “And The Bands Played On”, “Never Surrender”, “Princess Of The Night”…

Nel 1983 non faceste un tour di supporto a “Power and the Glory”, pensi che per i trent’anni del medesimo ci sarà la possibilità di sentirlo tutto dal vivo?

B: Si, è vero non lo abbiamo fatto, non so perchè. Probabilmente lo faremo, è possibile…

Dopo molti problemi con i produttori avete definitivamente risolto con l’attuale management? Avete totale libertà adesso sui vostri lavori?

B: Si, adesso siamo in buone mani! Tutto va meglio ora!

Vi vedremo in quel di Wacken l’anno prossimo?

B: Si, anche se confermeremo altre date dopo Natale!

Ci sarà l’occasione di rivedere l’ Aquila durante il tour?

B: E’ possibile, solitamente la impieghiamo nei festival attualmente. Al Gods Of Metal l’abbiamo usata qualche volta…

Nei primi anni della band frequentavate spesso il Bandwagon di Neal Kay?

B: Non ci abbiamo suonato ma ci siamo stati spesso! Era molto conosciuto quel ragazzo in Gran Bretagna, ha dato un pò il via all’ambiente per rock fans!

Quale pensi che sia il significato della NWOBHM?

B: Semplicemente l’inizio di un movimento su scala mondiale che è iniziato dopo il punk, nel ’77.

Ricordi un festival svizzero nel 1988 dove suonaste con la Strana Officina? Fu una data significativa per la NWOIHM!

B: Vagamente mi pare di ricordarlo… Cool!

Ti capita alcune volte di provare le stesse sensazioni dei primi tempi?

B: Qualche volta succede quando sono on-stage!

Ricordi in particolare qualche band della NWOBHM che si sciolse presto in quelli anni?

B: Si, molte ottime band che poi si riformarono come i Raven, i Tygers Of Pan Tang, Diamond Head, Praying Mantis, Angelwitch…

Avete qualche progetto in cantiere al momento?

B: Si, abbiamo il DVD registrato a Wacken in uscita a breve e si chiamerà “Heavy Metal Thunder Live”.

Come in molte altre canzoni, in “Princess Of The Night” usi liriche molto figurative. Dopo tanti anni, quando la canti live, hai ancora l’immagine di quella locomotiva?

B: Ahah! Si qualche volta! Penso che molte persone non abbiano ancora capito che il testo parla di un treno, tanti credono che parli di una ragazza!

Pensi che se oggi foste popolari come i Maiden il vostro rapporto con i fans sarebbe diverso?

B: Non credo, sarebbe la stessa cosa.

Come nacque l’idea di fare una versione orchestrale di “Call To Arms”?

B: Conosciamo un ragazzo che si occupa di questo tipo di arrangiamenti, lo ha fatto e ci è piaciuto.

Suoni ancora il basso?

B: Qualche volta! Quando scriviamo le canzoni a volte io suono il basso e Nigel (Glockler ndr) le tastiere!

Come ti venne in mente l’idea di scrivere il tuo libro?

B: E’ da un pò che stavo scrivendo il libro al mio computer e poi decisi di pubblicarlo quando mi venne proposto.

Quali differenze particolari noti tra “Into The Labirinth” e “Call To Arms”? Quest’ultimo l’ho trovato più complesso…

B: “Into The Labirinth” è un buon album con molta produzione, su “Call To Arms” c’è meno produzione ma è più puro e pesante, adatto per chi apprezza i Saxon live. Rispetto ad ITL c’è un sound più sofisticato e complesso, ci piace e teniamo molto a suonare i pezzi dal vivo!

Come la maggior parte delle band della NWOBHM venite dalla Classe Operaia, ne andate sempre orgogliosi?

B: Certo! Ballad of the Working Man!

Secondo te negli anni si è persa molta semplicità nel music business?

B: Penso che attualmente sia un buon periodo per essere un rock fan, mentre negli anni ’90 è stato davvero pessimo!

Sentendo i vostri brani direi che apprezzi molto il blues o sbaglio?

B: Si, mi piace il blues, penso che sia stato una grande fondamenta per la nascita del rock!

Avete mai pensato di eseguire un set live interamente acustico?

B: Ci abbiamo pensato ed abbiamo inciso qualche traccia acustica ma al momento la vedo molto difficile.

E’ la prima volta che venite qui?

B: Si, non abbiamo mai suonato in questa location, eravamo stati al Rolling Stone di Milano, era stato un bel concerto.

Vi piace molto suonare in Italia?

B: Si, penso che abbiamo un buon seguito qui! Il prossimo anno ci piacerebbe fare più dare in Italian, probabilmente una in Sicilia, Napoli, Roma e Firenze!

 

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