I piu’ attenti seguaci del christian rock conosceranno di certo questo gruppo, creatura di Eric Clayton, che ne e’ cantante e mente. Il disco in questione costituisce la prima parte del capitolo finale di una trilogia sulle sacre scritture (segnatamente, sull’Apocalisse), che a quanto mi consta non ha eguali: quattro album, per un ammontare di circa cinque ore di musica.
Chi conosce e ama il gruppo non avra’ di sicuro tardato ad accaparrarsi questo lavoro, uscito a settembre dello scorso anno; non resta ora che cercare argomenti per convincere chi conosce poco o per niente il gruppo – o chi ne conosce parte dei lavori e non li apprezza particolarmente – ad acquistare l’album in oggetto.
La seconda categoria di persone che ho appena indicato non dubiti: se la prima, e ancor più la seconda parte del concept aveva lasciato nelle loro orecchie un senso di sostanziale noia, per via dell’eccessivo spazio impiegato a creare ‘atmosfere’ tutto sommato prive di mordente, ora gioiscano per il ritorno in grande stile delle chitarre. Riff imponenti, carichi di drammatica ed oscura epicita’, non sempre lineari ma non per questo meno incisivi, vengono forgiati senza sosta da Jeff Clayton; il nuovo acquisto Carljohan Grimmark (anche nei Narnia), dal canto suo, dipinge assoli dalle melodie austere e regali; ovviamente importante il ruolo delle tastiere, che fungono ora da orchestra, ora da semplice ed efficace pianoforte. Sul tutto si staglia la voce baritonale di Eric, che conferisce ai brani ulteriori pathos ed energia. Non mancano numerosi momenti acustici, come si conviene a un album ‘a tema’; cosi’ come non di rado si ascoltano partecipazioni corali, a ribadire ancora una volta la profondissima drammaticita’ da cui ‘Legend Part III:I’ e’ letteralmente invaso. A suggellare la prestazione della band contribuisce il magistrale lavoro dietro le varie console di produzione, missaggio e masterizzazione, di Michael Wagener (che ha alle spalle collaborazioni con nomi quali Accept, Scorpions e Metallica).
Giunto a questo punto, consapevole di aver ormai esaurito gli aggettivi, ho fiducia di essere riuscito a trasmettere, in chi non ne abbia mai sentito parlare prima d’ora, almeno un po’ di curiosita’ nei confronti di un gruppo sicuramente unico nel suo genere. Estremamente ben considerati da pochi, poco conosciuti dai piu’, non incontrano il gusto di chiunque. Nemmeno il mio, ad essere sincero: ma questo e’ solo un fatto soggettivo. Di indiscutibile c’e’, a mio parere, l’intrinseco valore di questo disco, certamente in grado di coinvolgere in massimo grado chi apprezzi le sonorita’ che ho tentato di descrivere…e magari di intrattenere piacevolmente anche chi non consideri disonorevole ascoltare testi in netta controtendenza, almeno in ambito metal.

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